Il presidio
Quattro milioni di arretrati nelle tasche dei pensionati
Finora 1.798 anziani sul territorio provinciale sono stati rimborsati e hanno avuto aumenti mensili. Il versamento più alto ricevuto: 45.183 euro
LUCCA. Oltre quattro milioni (4.029.943 euro) di arretrati recuperati per 1.798 pensionati della provincia di Lucca. Non grazie alla provvidenza ma a un’operazione di verifica sulle pensioni e loro adeguamento messa in atto dal 2011 a oggi dal patronato Inca Cgil.
Ci sono pensionati che hanno recuperato anche cifre consistenti, oltre ad avere ottenuto che la pensione venisse ricalcolata con un aumento dal momento del rimborso dell’arretrato in poi. In particolare, otto pensionati hanno ricevuto arretrati per un importo superiore a ventimila euro: la cifra più alta l’ha incassata un anziano di Borgo a Mozzano (45.183 euro, oltre a un adeguamento mensile lordo di 316 euro in più). Gli altri sette: 33.540 euro per un pensionato di Gallicano (e 225 euro di aumento mensile della pensione), 25.533 per un altro di Pietrasanta (più 196 euro lorde di aumento mensile), 25.255 per un pensionato di San Pietro a Vico (più un aumento di 210 euro lordi al mese), 21.729 per un anziano di Viareggio (e 224 euro mensili lordi in più di pensione), 20.232 per un pensionato di Pietrasanta (e 167 euro lorde in più al mese), 20.043 euro per un pensionato di Seravezza (oltre a 165 euro in più di pensione al mese), 20.001 euro per un altro pensionato di Lucca (e 160 euro mensili in più di pensione).
Questi i pensionati che finora hanno recuperato di più ma, sottolinea l’Inca Cgil provinciale, in questi cinque anni ce ne sono stati altri cinquanta che hanno ricevuto arretrati fra dieci e ventimila euro, centotrentasei tra cinquemila e diecimila.
Di fatto, spiega il responsabile dell’Inca Cgil Massimo Matteoni, il recupero degli arretrati interessa «non le pensioni minime ma quelle legate a posizione contributiva», quelle quindi derivanti da lavoro dipendente.
L’adeguamento (e anche l’eventuale recupero di arretrati) non scattano per effetto di una legge o di una circolare ministeriale nello specifico.
Si tratta semmai, spiega sempre Matteoni, di andare a rivedere, posizione per posizione, «possibili mancanze nell’adeguamento delle pensioni nell’arco degli anni. Il fatto è - continua il responsabile provinciale Inca - che nel tempo molte normative e circolari sono intervenute sulle pensioni, in alcuni casi addirittura accavallandosi, sovrapponendosi».
Ma senza, spesso, che le pensioni venissero rivedute singolarmente e ricalcolate in base alle nuove normative entrate in corso in quello specifico momento.
«La verifica sulle pensioni - continua Matteoni - è stata avviata dall’Inca Cgil nazionale. Sono stati esaminati un numero di casi come campione e ci si è resi conto che in gran parte i pensionati potevano recuperare anche cifre ragguardevoli oltre che ottenere un ricalcolo della pensione in aumento. Gli interventi applicati successivamente alla verifica sono infatti migliorativi».
Matteoni tiene a sottolineare che la possibilità di recuperare è tanto più alta quanto più la pensione supera il trattamento pensionistico minimo: proprio per l’esiguità dei loro importi infatti il responsabile dell’Inca Cgil spiega che le minime hanno avuto un aggiornamento più costante negli anni.
Con questi interventi di verifica e controllo, conclude il responsabile provinciale dell’Inca Cgil, «si possono recuperare arretrati fino a un tempo massimo di dieci anni, di più non è possibile».
Si tratta comunque di un periodo ragguardevole, e poi c’è la possibilità di vedersi aumentare la pensione grazie al ricalcolo della stessa in base a tutte le normative che si sono susseguite nel corso degli anni.
Per chiedere un controllo della propria posizione pensionistica e il ricalcolo della stessa basta recarsi agli sportelli Inca Cgil sul territorio provinciale miniti della documentazione necessaria (le informazioni si ricevono agli sportelli).
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