Trasloco, nove ambulanti su 10 dicono no
Boom di adesioni alla raccolta firme di ieri mattina ai Bacchettoni. Gli addetti: «Il Comune torni sulla sua decisione»
LUCCA. Il 90 per cento dice «no». Acque sempre più agitate sull’imminente trasferimento del mercato ambulante bisettimanale dalla sede attuale di via dei Bacchettoni a piazzale Don Baroni alle Tagliate, dove dai primi di ottobre saranno collocati circa 140 banchi. Gli operatori non si arrendono e per dimostrare all’amministrazione comunale che la maggioranza di loro non desidera affatto spostarsi, hanno dato il via a una raccolta firme il cui esito è inequivocabile: su un centinaio di operatori presenti (su un totale di circa 120), in 83 hanno detto no al trasloco e solo quattro non hanno firmato perché favorevoli alla nuova sede. Un verdetto chiaro, che rappresenta una risposta a quanto asserito dall’assessore alle attività produttive Giovanni Lemucchi, che aveva parlato di una scelta concordata con la commissione mercato.
Ma di concordato, stando ai risultati della raccolta firme, pare esserci ben poco. Lo sottolinea la portavoce degli ambulanti Sonia Matteoni. «Non vogliamo spostarci in un luogo che nessuno di noi ha scelto – spiega –. È una decisione che viene imposta dall’alto e senza aver consultato il parere di tutti. Come si può vedere dalla raccolta firme la stragrande maggioranza degli operatori è sfavorevole. Il sondaggio è stato avviata ieri mattina e ha prodotto un risultato eccezionale che – prosegue –, che dovrebbe indurre chi ha deciso questo assurdo trasloco a tornare sui propri passi e a riflettere sulle conseguenze che esso potrebbe avere. Sia sugli operatori, sia sulla città che così perderà un altro pezzo di storia e soprattutto una bella porzione di risorse economiche».
Come detto, sono 83 gli ambulanti firmatari del documento e solo quattro coloro che si sono rifiutati, perché preferiscono il trasferimento nella nuova struttura mercatale.
Va sottolineato che i pareri raccolti sono solo quelli di chi partecipa al mercato del sabato e che ieri una quindicina di operatori non hanno potuto esprimersi perché in ferie. «Ma a quanto mi risulta – precisa il collega Fioravante Cesaretti – molti degli assenti sono contrari al trasferimento. Dunque, siamo intorno al 97%, percentuale non indifferente di scontenti che adesso chiedono esplicitamente all’amministrazione di mostrare la documentazione che attesta le richiesta di spostamento del mercato alle Tagliate da parte degli addetti. Vogliamo vedere anche l’atto costitutivo della commissione mercato, con i nomi dei rappresentanti, per verificare la regolarità della procedura e sapere se è possibile prendere decisioni di questa portata consultando solo 5 o 6 interlocutori, a discapito del volere della maggioranza».
Non è tutto. L’ondata di malumore si sta estendendo a macchia d’olio anche tra i cittadini, che intendono avviare un’altra raccolta di firme per evitare l’espulsione del mercato dall’arborato cerchio. Anche una discreta rappresentanza di negozianti del centro storico sta pensando di mobilitarsi: temono che l’operazione trasloco possa far diminuire le presenze nel cuore della città. Un cuore che a detta di molti rischia di spegnersi, per diventare solo dormitorio.
«L’assessore si metta una mano sulla coscienza – conclude Matteoni – e ci dica perché vuole dare il colpo di grazia a oltre un centinaio di famiglie, che vivono solo dell’introito di questa attività. Famiglie che con il trasferimento a piazzale Don Baroni temono per il loro futuro».
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