L’amico: «Insieme a lui dovevo esserci anch’io»
Ermanno Petroni è l’unico testimone della tragedia, poco prima dello schianto Gian Piero Sargenti lo ha invitato a salire sul velivolo, ma lui non se l’è sentita
SAN MINIATO. La voce tradisce una certa ansia, anche se Ermanno Petroni, classe 1947, di Lucca, amico da sempre della vittima, non può fare a meno di pensare che sul deltaplano precipitato avrebbe potuto esserci anche lui. Il velivolo è a due posti e il pilota, Gian Piero Sargenti, tante volte, compresa quella che poi è diventata l’ultima uscita in volo della vittimana, lo aveva invitato a seguirlo accanto al posto di comando. «Sembra incredibile che possa essere venuto giù in questo modo – racconta l’amico – ma l’ho visto virare e perdere quota all’improvviso. Sono salito sulla mia auto e in tre minuti ero già arrivato nel punto in cui è caduto il deltaplano. Mi sono avvicinato per vedere se il mio amico aveva bisogno di aiuto, ma ho visto subito che era morto, dicono che potrebbe avere avuto un malore. Altrimenti è difficile da spiegare quello che è successo».
L’amico della vittima, sentito dai carabinieri in quanto è l’unico testimone, ha raccontato di come, di buon’ora, i due avevano deciso di arrivare a San Miniato. «Gli ho dato una mano a preparare il deltaplano, altrimenti da solo non ce l’avrebbe fatta. Ma io non ho una grande passione per il volo, caso mai preferisco correre, ma in auto. Così non solo salito. Ci siamo salutati e gli ho detto che l’avrei aspettato a terra, vicino al campo di volo. Ma dopo pochi minuti ha perso quota, all’inizio sentivo il motore che però si è spento dopo l’impatto. Mi sono avvicinato al mio amico, ma era morto». Nelle vicinanze del luogo dell’incidente non c’era nessuno. Petroni ha chiesto aiuto ai soccorritori e poi sono stati informati i responsabili del campo di volo e dell’associazione che lo gestisce.
«Conoscevo la vittima perché era venuta nel nostro club da circa tre mesi – dice Franco Castellani – ma quando sono arrivato al campo di volo era già successo tutto. Della dinamica sappiamo poco, anche se da quello che ci è stato riferito sembra che l’incidente sia la conseguenza di un malore che ha colpito il pilota. Quando sono arrivato ho chiamato il presidente del club Adriano Franchi, anche lui arrivato con me quando ormai c’erano già i soccorritori».
Non è la prima volta, purtroppo, che soci del club o appassionati di volo che frequentano la struttura nella campagna sanminiatese vanno incontro a incidenti.
«Gli accertamenti e le indagini lo diranno – aggiunge Franchi – ma credo che sia abbastanza chiaro che il velivolo è caduto quando il pilota, con molta probabilità, non era più in grado di controllarlo. Certo, quello che è successo era impensabile sia per le condizioni del meteo che del velivolo stesso, un deltaplano pendolare». Un modello abbastanza diffuso tra gli appassionati del volo sportivo.
Dopo l’urto la struttura ha tenuto abbastanza, anche se il pilota non ha avuto scampo. Tra i primi ad arrivare a San Miniato anche il figlio Stefano il quale venuto a sapere dell’incidente ha subito cercato di sapere la verità dall’amico del padre. «Eravamo molto amici con Gian Piero – dice il testimone – sono rimasto scosso da questa tragedia. Lui era una brava persona, sempre molto attento a quello che faceva».
La vittima per tanti anni aveva lavorato nel settore degli arredi, in particolare nell'arredamento aziendale.
Cordoglio anche a Massarosa all’aviosuperfiche che la vittima aveva frequentato a lungo prima di scegliere come base quella di San Miniato, forse perché abbastanza facile da raggiungere da casa sua.
«Non sapevo dell’incidente – dice Luigi Manfredi della scuola di volo – mi dispiace. Sargenti era esperto, sono davvero sorpreso».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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