Il presidio
Prima il massacro, poi le ballerine: la folle notte del figlio picchiatore
Nuovi particolari sulla serata trascorsa dal giovane che ha aggredito selvaggiamente il padre. Intanto l’uomo resta ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale di Cisanello
LUCCA. Restano gravi le condizioni di Giuseppe Gambino, il 67enne aggredito a colpi di casco dal figlio Andrea, nella casa di via della Grotta, a Saltocchio. L’uomo è ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Cisanello, a Pisa, sospeso tra la vita e la morte. Presenta diversi traumi: cranico, facciale e al collo. In particolare, ha la mandibola fracassata, un orecchio quasi staccato e un’emorragia cerebrale che ha formato un vasto ematoma, i cui danni al momento non sono valutabili. L’uomo dovrà essere sottoposto a un delicato intervento chirurgico, ma i medici attendono che le sue condizioni cliniche migliorino: portarlo sotto i ferri in questa fase sarebbe rischioso. Un quadro estremamente preoccupante, provocato dalla furia cieca del figlio Andrea, 20 anni, operaio.
Al night con i soldi del padre. A 24 ore di distanza emergono nuovi particolari sulla serata degli orrori trascorsa dall’aggressore. Dopo una cena con amici al ristorante Il Guercio, a San Martino in Freddana, Andrea rientra a casa: sono le 2,30 di notte e il padre Giuseppe sta dormendo nel suo letto. Il giovane è preso da un raptus: prima tenta di strangolare il genitore, poi lo colpisce in testa con un casco integrale. Venti minuti dopo, terminata la mattanza e con il babbo riverso in una pozza di sangue, il giovane se ne va con alcuni amici all’American Show di Lunata, a godersi le ballerine di lap dance. Si paga l’ingresso, le bevute e probabilmente qualche privè con parte dei 300 euro appena sottratti dal portafoglio del padre morente. Finito lo show, va a far colazione in un bar di Ponte a Moriano e poi torna a casa. Sono le 6 di mattina: il ragazzo chiama il 118 e dice che il padre è stato rapinato e picchiato. Ma all’arrivo delle forze dell’ordine la sua messinscena non regge: poco dopo Andrea confessa l’aggressione, dicendo di essere stato sotto l’effetto di alcol e droga.
[[atex:gelocal:il-tirreno:lucca:cronaca:1.11951674:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/lucca/cronaca/2015/08/18/news/fra-andrea-e-giuseppe-una-storia-di-liti-e-lutti-1.11951674]]
Nessun altro indagato. Ora è rinchiuso nel carcere di San Giorgio con l’accusa di tentato omicidio. Il suo fascicolo è nelle mani del pm Lucia Rugani. Nei prossimi giorni sarà ascoltato dal gip per la convalida dell’arresto. Nel registro degli indagati non figurano altre persone. Anche l’amico che lo attendeva sotto casa mentre stava massacrando il babbo, non pare avere alcuna responsabilità.
Il casco, un’arma letale. Non è la prima volta che il casco viene usato per aggredire brutalmente qualcuno: nella notte di Halloween, sulla darsena di Viareggio, toccò a Manuele Iacconi. Il 34enne residente a Massarosa fu massacrato a colpi di casco in mezzo alla strada da un ragazzo di 17 anni. A scatenare il pestaggio fu una banale discussione per la viabilità. Il giovane riportò un grave trauma cranico, fu ricoverato a Livorno e operato. Restò in coma per diversi giorni, ma le ferite erano troppo gravi e il suo cuore smise di battere a un mese dall’aggressione.
Un altro episodio raccapricciante si è verificato in agosto, a Livorno. Un ragazzo di 25 anni è stato massacrato di botte e colpito con il casco davanti agli occhi terrorizzati della fidanzata. Il giovane è stato sottoposto a un maxi intervento facciale per la ricostruzione del viso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
