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Lucca

In via Elisa stop ai tavoli fuori dai locali

In via Elisa stop ai tavoli fuori dai locali

Le concessioni non sono state rinnovate, multe da 500 euro alle attività. E ora c’è chi pensa di trasferire il negozio

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LUCCA. Giro d’affari dimezzato e multe salate, locali chiusi e tanti disagi per poter lavorare alla meglio, senza però raggiungere gli incassi necessari per coprire le spese. Una situazione insomma, al limite della sopportazione per gli esercizi commerciali di via Elisa costretti a togliere i tavoli all’esterno dei locali, per il mancato rinnovo delle concessioni comunali sul suolo pubblico.

Bersaglio dei pesanti provvedimenti, peraltro sanzionati con circa 500 euro per abusivismo, tre attività di somministrazione di cibi e bevande che adesso dichiarano di trovarsi in grande difficoltà.

«Sono sconcertata e molto delusa perché queste decisioni vanno a colpire chi lavora onestamente per sopravvivere», afferma Barbara Grossi, da sei anni titolare della storica pasticceria Piccola Soave, attiva da circa ottant’anni. «Qui - prosegue - ogni giorno transitano centinaia di persone e negli ultimi anni tantissimi turisti, ma se non abbiamo la disponibilità di posti all’esterno, pochi si fermano, fatta eccezione per i clienti più affezionati che comunque, soprattutto in questo periodo di caldo, preferirebbero consumare le ordinazioni all’aperto».

Un rebus che per il momento sembra non avere soluzioni e che, a lungo andare, potrebbe produrre serie conseguenze, anche perché per qualcuno si profila il rischio di riduzione del personale, mentre c’è chi pensa di trasferire altrove l’attività. Se vogliamo, si può sì parlare di abusivismo, ma non nel vero senso della parola, poiché, precisa Grossi, l’occupazione del suolo pubblico era regolare fino al 15 marzo. E, come per i tre anni precedenti, rinnovabile dopo quella data. Così purtroppo non è stato e, nonostante un continuo andirivieni negli uffici comunali e i sostanziosi plichi di documenti, la richiesta di un rinnovo non ha avuto l’esito sperato.

«Senza alcuna spiegazione che andasse oltre l’esigenza di recuperare i due stalli blu del parcheggio», aggiunge la titolare della Piccola Soave che non si rassegna e chiede chiarimenti, disponibile a riconteggiare i giorni in cui ha occupato l’area dopo la scadenza del permesso.

Amareggiati anche un gruppo di ospiti della Pia Casa che ogni giovedì erano soliti trascorrere qualche ora nel locale, dove la proprietaria organizzava simpatici mini party proprio per loro. Che adesso si vedono privati di quei tanto attesi momenti di relax e allegria che li facevano sentire meno soli e ancora in mezzo al mondo. «Non siamo certo giovincelli che possono starsene a lungo in piedi e strizzati in pochi metri quadrati», dice la signora Loris Giusti, da qualche anno ospite della struttura, secondo la quale si dovrebbe sostenere il lavoro dei giovani, anziché tarpare loro le ali.

Un esempio è il Pandito di Nicolas Crispo al quale non è stato concesso lo spazio davanti al locale che, per le sue dimensioni ridotte e nell’impossibilità di lavorare all’esterno, ha deciso di sospendere per il momento l’attività, annullando una serie di eventi che gli avrebbero consento ottimi affari, soprattutto con i giovani. Situazione analoga per il kebab che si è visto revocare il permesso, anche in questo caso, attivo da tre anni.

«Un danno enorme - dice il titolare Mushabar Iqbal, -poiché senza tavoli fuori si lavora molto meno e, non avendo spazio all’interno, i clienti fuggono verso altri locali».

Mentre prosegue la battaglia per la Ztl in via Elisa - che i commercianti vorrebbero abbellire con fioriere e panchine, anche a spese proprie - ci si chiede quale sarà il destino di una delle più belle via di accesso al centro storico, ogni anno sempre più povera di attività commerciali che fuggono sentendosi emarginate e trascurate da chi, dichiarano, dovrebbe invece sostenerle e operare per la riqualificazione della zona.

Rossella Lucchesi

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