Il paese terremotato cerca gli “angeli” venuti da Lucca
Appello del sindaco di Venzone ai ragazzi che aiutarono la popolazione. Alla nostra città è stata anche dedicata una strada nella frazione di Carnia
LUCCA. Fino a ieri un filo invisibile legava Lucca al piccolo paese di Venzone, duemila abitanti in provincia di Udine. Era un filo fatto di macerie e ricordi, di mani che scavano e poi ricostruiscono, di occhi che piangono di fronte alla distruzione di quel terremoto che quasi 40 anni fa mise in ginocchio il Friuli e che ora hanno bisogno di rincontrarsi almeno per dirsi grazie. Grazie per quei bambini ai quali i ragazzi di Lucca hanno fatto tornare il sorriso, per quegli anziani che hanno curato, per quel prefabbricato donato dall'arcidiocesi della città delle Mura alla frazione di Carnia che fino a 15 anni fa era l'unico luogo dove poter pregare che disastri di questo genere non accadessero mai più. Un prefabbricato sacro per tanti motivi, caro agli abitanti del luogo che 20 anni fa, in nome di quel filo invisibile che si chiama gratitudine, decisero di intitolare la via in cui si trova la struttura proprio alla città di Lucca. E ora è giunto il momento di ritrovarsi, di riunire i ragazzi di Lucca che per tre anni, tutte le estati, diventavano gli angeli di Venzone.
L'appello arriva direttamente dal sindaco del paese friulano, Fabio Di Bernardo che, l'anno prossimo, in occasione del 40esimo anniversario del terremoto vorrebbe che fossero tutti ospiti della sua comunità: «Avevo solo 6 anni quando il sisma ci colpì lasciandoci in ginocchio e ricordo benissimo che nei mesi estivi venivano tanti giovani di 18 o 19 anni dalla parrocchia di Lucca a dare una mano. Adesso il mio sogno è quello di riuscire a ritrovarli e a riportarli qui per ricordare quei momenti bui senza i quali però non ci saremo mai conosciuti».
Una missione che fino a ieri sembrava impossibile, se non fosse per lo zampino di Facebook. O meglio di Anna Della Schiava, originaria della zona di Venzone che vive da qualche anno a Lucca e che ha pubblicato la foto del cartello di “via Città di Lucca” sulla bacheca del sindaco Alessandro Tambellini. Il quale ringrazia il primo cittadino Di Bernardo per l’importante dedica ma anche Anna Della Schiava per «averci fatto scoprire questa bella storia di solidarietà nella speranza di poter ritrovare i ragazzi di Lucca».
A fare da cassa di risonanza all’appello del primo cittadino di Venzone c’è anche il coordinatore della squadra comunale della protezione civile, Carlo Valent, che quando riceve la nostra telefonata si commuove: «Grazie per averci contattati, ogni giorno quando vado al lavoro leggo la targa impressa sul prefabbricato: c’è ancora scritto “Arcidiocesi di Lucca, ai fratelli terremotati di Portis e Carnia” e il mio pensiero va a chi ha reso possibile la ricostruzione dopo il disastro, a chi ci ha donato quella che prima era una chiesa e che ora è diventata la sede per la protezione civile». I ricordi dei ragazzi di Lucca sono ancora vividi nella comunità di Venzone. Sono impressi anche nella memoria di don Mario Piccinini, all’epoca parroco del piccolo paese friulano. «Quello è un periodo che vorrei ricordare ma anche dimenticare perché ci ha lasciato segni indelebili - racconta il parroco - Ma se c’è una cosa che voglio ricordare quelli sono i ragazzi di Lucca». L’arcidiocesi delle Mura, infatti ai tempi del terremoto, era gemellata con le parrocchie delle frazioni di Carnia e Portis. «Il gemellaggio ha comportato uno scambio di aiuti e visite - spiega don Piccinini - organizzato dalla Caritas nazionale e dalla diocesi di Udine. Grazie ai soldi che ci sono stati donati dall’arcidiocesi di Lucca, abbiamo potuto acquistare un prefabbricato che in quel momento per noi è stato indispensabile. Fuori c’erano solo macerie e solo lì dentro riuscivamo a trovare un po’ di pace». Ma il ringraziamento di don Mario Piccinini è soprattutto per gli angeli lucchesi. «Ricordo bene che stavano da noi - racconta il parroco - e aiutavano le famiglie in difficoltà.Riuscivano a portare serenità perché favorivano l’incontro con le persone. Il terremoto ci aveva distrutti, loro ci hanno aiutati a rialzarci e io non me lo dimenticherò mai. Mi auguro di rivederli, un giorno».
SEI UNO DEI RAGAZZI DI LUCCA? CONTATTACI
Il Tirreno accoglie l’appello del sindaco di Venzone. Ecco perché, se avete fatto parte di questo gruppo che per tre anni ogni estate partiva da Lucca e dintorni per portare il proprio contributo alle popolazioni terremotate del Friuli, vi chiediamo di contattarci inviando una mail all’indirizzo: lucca@iltirreno.it oppure i attraverso la nostra pagina Facebook “Il Tirreno-Lucca”, con un messaggio privato o un post pubblicato sulla pagina. Saremo noi a fare da ponte tra Lucca e Venzone affinché quest’iniziativa possa riuscire al meglio.
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