Il Tirreno

Lucca

Ucciso a Pontetetto l’investitore si costituisce

di Gianni Parrini
Ucciso a Pontetetto l’investitore si costituisce

Uomo di 56 anni travolto in bici da un 32enne che si consegna dopo ore

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. È notte fonda a Pontetetto. Achille Bianchini, 56 anni, sta percorrendo la via per Vorno in sella alla sua bicicletta. Ha da poco terminato il turno come lavapiatti alla birreria Löwengrube, in via Carlo del Prete, dove è in prova come da qualche tempo. Bianchini è diretto a Guamo: un’amica gli ha messo a disposizione un appartamento per le serate in cui fa il turno di notte e non vuole fare troppa strada in bici. Sono circa le 3,30 quando imbocca via per Vorno e tutto succede in un attimo: un’auto si immette a forte velocità sulla strada (scarsamente illuminata) e aggancia la bicicletta su cui viaggia il 56enne originario della Lunigiana.

Bianchini finisce sul parabrezza e poi viene sbalzato nel campo che si trova sotto il ciglio della strada. La bici, invece, viene trascinata per una trentina di metri, poi si sgancia e finisce contro un muro. Sono secondi, ma sembrano interminabili. Nelle case vicine nessuno si accorge di quanto accade: non si sente l’urto, il grido o la frenata. Ammesso che vi sia stata: tracce non ve ne sono.

Achille Bianchini se ne va così, nel silenzio della notte: l’auto che lo ha investito prosegue la sua corsa spietata, mentre il corpo senza vita dell’uomo viene trovato il mattino seguente intorno alle 6,30 da un signore che abita lì vicino. Sul posto arriva la polizia stradale di Bagni di Lucca, insieme agli uomini della scientifica e della squadra mobile: si raccolgono alcune parti dell’auto pirata volate via in seguito all’urto: ci sono un fanalino e altri pezzi in metallo che subito vengono fatti analizzare. Gli agenti ascoltano i residenti per sapere se vi sono testimonianze dirette o telecamere utili a ricostruire l’accaduto. Qualcosa emerge: dai pezzi raccolti sul posto il cerchio si stringe intorno a una Volkswagen Polo. «Ci sono solo due modelli che montano quel tipo di parti – spiegano dal comando di polizia – Stiamo facendo altre verifiche, ma ci siamo quasi». Non solo: la via per Vorno ha una sola strada in entrata e una sola in uscita: dagli uffici della questura trapela che alcune telecamere hanno ripreso l’auto sospetta e che il cerchio si sta stringendo intorno all’investitore.

Non c’è bisogno di fare altro: alle 17 un lucchese di 32 anni si presenta al comando della stradale per confessare: «Sono io il responsabile, ma non mi sono accorto di nulla», spiega il giovane perito informatico agli agenti che lo stanno interrogando. La sua auto, una Polo Volkswagen di colore scuro, ora sotto sequestro, riporta danni compatibili con quelli dell’incidente: cofano, parabrezza e fascione sono totalmente andati. A vederla appare difficile che il giovane non si sia accorto di nulla. «Sono in corso accertamenti per verificare se l’uomo era da solo o in compagnia», spiegano il comandante della stradale Calogero La Porta e la dottoressa Silvia Cascino, capo della squadra mobile. Si faranno accertamenti anche per vedere se il ragazzo fosse sobrio. Agli agenti ha raccontato che stava rientrando a casa dopo una serata trascorsa in un locale. È indagato per omicidio colposo e omissione di soccorso, ma ha evitato l’arresto: il codice della strada prevede che se il responsabile di un incidente si costituisce entro 24 ore non scattano le manette. L’accusa comunque, è grave e ora tocca al pm Fabio Origlio gestire la faccenda.

Intanto il corpo di Achille Bianchini viene portato all’obitorio di Campo di Marte per l’autopsia che dovrà accertare le cause della morte. Un risultato che non modificherà l’accaduto, ma potrà dire se dei soccorsi immediati sarebbero serviti a salvare la vita dell’uomo, rimasto nel campo per almeno altre tre ore prima che qualcuno lo notasse.

Il mattino dopo i residenti osservano con curiosità gli agenti della stradale e della mobile al lavoro sul luogo dell’incidente. «Non abbiamo sentito niente – dicono – Certo è che questa strada è pericolosa: non c’è un lampione e le macchine corrono troppo».

@Parrini77

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino