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Colonie feline, Lav: intervenga il prefetto

LUCCA. La Lav di Lucca interviene di nuovo a proposito delle colon ie feline che, secondo l’associazione animalista, sarebbero state cancellate dall’amministrazione comunale. Per la Lega...

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LUCCA. La Lav di Lucca interviene di nuovo a proposito delle colon ie feline che, secondo l’associazione animalista, sarebbero state cancellate dall’amministrazione comunale. Per la Lega antivivisezione infatti, «il censimento effettuato dal Comune si basa su criteri che non interpretano in modo corretto la legge nazionale e quella regionale» e chiedono l’intervento del prefetto. «Ai sensi della legge n. 281/91, i gatti che vivono in libertà devono essere sterilizzati dall'autorità sanitaria competente per territorio e riammessi nel loro gruppo - scrive in una nota la Lav - e la stessa legge non pone alcuna specifica riguardo al territorio frequentato dai gatti che può essere pubblico, aperto al pubblico o privato. I gatti sono, infatti, riconosciuti dalla normativa italiana come animali liberi e non è possibile impedire loro di frequentare spazi privati facilmente raggiungibili e ancor di più se negli stessi possono ricevere cure». In una nota la Lav inoltre aggiunge che «in base a quanto è stabilito dall’articolo 34 comma 2 della legge regionale 59/2009, i Comuni devono redigere la mappa delle colonie e individuare nelle aree pubbliche o aperte al pubblico i punti idonei per lo svolgimento delle attività di accudimento, ma ciò non esclude che tali aree possano essere individuate dal proprietario di un fondo nel quale si trova una colonia felina». Secondo il Comune però «l’alimentazione e la cattura ai fini della sterilizzazione non possono essere utilmente esercitate in luoghi privati». Per la Lav invece quella dell’amministrazione «è solo un’ipotesi», in quanto, sempre secondo l’associazione animalista «catture e accudimento sono possibili anche nel caso in cui il responsabile di colonia sia una persona diversa dal titolare della proprietà privata».

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