Il Tirreno

Lucca

Via di Poggio, la strada delle “volate” senza limiti

di Andrea Giorgi

Dopo lo scontro fatale di lunedì i residenti scendono sul piede di guerra «Così non si può andare avanti: immettersi sulla carreggiata è una lotteria»

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Monta la protesta tra i residenti di via di Poggio dopo l’incidente che è costato la vita a Diva Graziani, la parrucchiera 65enne di Nozzano, molto conosciuta in paese per via della sua attività. Una tragedia che, a detta di molti, poteva essere evitata se solo si fossero presi per tempo dei provvedimenti seri per limitare la pericolosità di quel tratto di strada, dove l’episodio di ieri l’altro è solo l’ultimo di una lunghissima lista.

Già nel novembre 2013 la stessa via era stato teatro di un altro incidente mortale che aveva lasciato sull’asfalto un ragazzo di 25 anni, Paolo Tambellini, ma a detta dei residenti sono decine gli episodi minori che, per pura fortuna, non hanno avuto conseguenze tanto gravi da raggiungere le cronache dei quotidiani.

Uno stillicidio dovuto ad una serie precisa di fattori che risultano evidenti anche ad un osservatore molto superficiale. Il tratto di strada in questione consiste in un rettilineo lungo oltre un chilometro, dove il limite di velocità è di 70 orari. Ma la visibilità è talmente ampia da indurre i guidatori a ignorare i cartelli e osare un po’ più del dovuto con l’acceleratore, creando situazioni di potenziale pericolo. Con conseguenze che possono essere, purtroppo, letali. La via in questione, infatti, è tutt’altro che larga: basta un sorpasso azzardato, un ciclista che occupi una parte della carreggiata, un cassonetto mal posizionato ad ingombrare leggermente la sede stradale, per causare una tragedia.

Un rischio quotidiano per gli abitanti: «Il vialetto d’ingresso della mia abitazione – racconta Riccardo Guidi – sbocca direttamente sulla via di Poggio, a pochi metri da dove è avvenuto l’incidente in cui ha perso la vita la signora Diva. Ogni volta che con l’automobile devo immettermi in strada è una lotteria, anche perché la visibilità è limitata da alcuni cassonetti che rendono quasi impossibile accorgersi dell’arrivo di macchine che procedono ad alta velocità».

Stesso problema anche per chi, provenendo da una delle traverse, cerchi di immettersi sulla via di Poggio: «La mia abitazione si trova sull’intersezione con via Pardi, che è tanto piccola da essere quasi invisibile dalla distanza per chi percorre via di Poggio – racconta Valter Coltelli – Allo stop la visibilità è talmente ostruita da rendere obbligatorio avanzare con la macchina fino ad occupare parzialmente la carreggiata. Può capitare quindi che una macchina, provenendo ad alta velocità dalla Casina Rossa, si veda spuntare all’improvviso una automobile da una stradina quasi invisibile, con evidenti rischi per entrambi i veicoli».

Una situazione che più di una volta ha indotto gli abitanti a fare energiche segnalazioni alla amministrazione comunale affinché venissero presi provvedimenti strutturali: «L’ultima segnalazione agli uffici – racconta Marco Battaglia – è stata inoltrata non più di due settimane fa, chiedendo che sul tratto in questione venissero installati dei dissuasori di velocità o almeno un divieto di sorpasso. Purtroppo in tutti questi anni l’amministrazione si è limitata ad effettuare periodici sfalci dell’erba sul ciglio della strada per aumentare la visibilità, ma evidentemente tali interventi non si sono dimostrati all’altezza della situazione. Con maggiore forza adesso, dopo quest’ultima tragedia, torneremo a chiedere dei provvedimenti per mettere in sicurezza la strada, magari con l’installazione di autovelox fissi per far rispettare i limiti di velocità visto che, a quanto ci è stato detto, i dossi artificiali non si possono più installare perché non sono più a norma di legge».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino