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I motivi della bocciatura del 2014 e la delusione del convegno mondiale
«La città di Lucca ha un grande potenziale per lo sviluppo come città creativa in campo della musica per la sua programmazione culturale ricca e diversificata e la promozione della creatività locale....
«La città di Lucca ha un grande potenziale per lo sviluppo come città creativa in campo della musica per la sua programmazione culturale ricca e diversificata e la promozione della creatività locale. Tuttavia la candidatura deve chiaramente spiegare come la città di Lucca intenda contribuire a medio termine (4-6 anni) al rafforzamento della cooperazione internazionale con e tra le città che hanno identificato la creatività come strategico fattore di sviluppo sostenibile, favorendo l'esperienza, la conoscenza e condivisione delle risorse come mezzo per promuovere lo sviluppo a livello locale e mondiale».
Con questa motivazione a dicembre del 2014 l’Unesco bocciava Lucca nella sua candidatura al riconoscimento di Città della Musica (e promuoveva invece le città tedesche Hannover e Mannheim e quella giapponese di Hamamatsu).
Una motivazione generica, che la sede centrale dell’Unesco in realtà aveva spiegato in una relazione lunga due pagine inviata a Palazzo Orsetti.
Ma in contemporanea dalla sede di Parigi era arrivato un caldo invito a Lucca e ritentare la candidatura per ottenere il riconoscimento. Perché i presupposti c’erano, ma dovevano essere affinate le strategie.
Una sconfitta che bruciò, nel 2014, anche sulla scorta dello sforzo fatto da Lucca l’anno precedente (era il marzo 2013) il convegno mondiale dell’Unesco e tutte le iniziative e concerti collegati.
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