«Possiamo venire a cena?», ma era lo scherzo di mezzanotte
A mezzanotte e venti di giovedì è squillato il telefono al ristorante Port Ellen Clan in via del Fosso al civico 120. «Pronto? Buonasera, ci sarebbe un tavolo per Robbie Williams e la sua band?»....
A mezzanotte e venti di giovedì è squillato il telefono al ristorante Port Ellen Clan in via del Fosso al civico 120. «Pronto? Buonasera, ci sarebbe un tavolo per Robbie Williams e la sua band?». Inevitabilmente, a quell’ora, i titolari del locale all’altro capo del filo hanno dovuto rispondere, con grandissimo rammarico, che l’ora era troppo tarda e che non potevano mettere a tavola una quantità di persone. «Bastava che ci avessero avvertito anche alle 23, avremmo aspettato gli ospiti anche fino alle due», spiega Alessandro Sartoni, alla guida del ristorante insieme al socio Stefano Gori. Il Port Ellen Clan ha raccontato la sua occasione perduta anche sulla propria pagina Facebook, scatenando una sequela di “mi piace” e un dibattito su cosa si doveva e si poteva fare. Perché la popstar avrebbe voluto cenare al ristorante in via del Fosso? Secondo Sartoni anche grazie a una trasmissione americana sui ristoranti condotta da Guy Fieri che ha visto protagonista il Port Ellen Clan. Oppure perché al ristorante si parla un inglese perfetto e il nome ricorda la Scozia. Ma l’idea che la popstar volesse cenare al Port Ellen è stroncata dalla verifica fatta con Mimmo D’Alessandro, patron del festival. «A spettacolo finito Robbie Williams non è neanche rientrato in camerino - dice -. È salito su un’auto, aveva la scorta, e si è diretto al Ciocco. Non esiste che il suo staff chiami un ristorante dopo mezzanotte per una cena immediata. I luoghi in cui Williams si reca, ristoranti compresi, vengono prima visitati e viene fatto un sopralluogo per motivi di sicurezza». Forse la telefonata è stata solo uno scherzo. (b.a.)
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