Il presidio
«Ho reagito a un sopruso del vigilante»
Resta in carcere il profugo che seminò il panico all’Esselunga dopo aver rubato la pistola alla guardia
LUCCA. Serviranno perizie e ulteriori accertamenti che dovrà disporre la procura della Repubblica per stabilire la reale capacità cognitiva di John Eric, 23 anni, il giovane nigeriano che poco dopo le 14 di sabato scorso ha seminato il panico prima all'Esselunga e poi al Brico Center e al bar Fuorigiri a San Concordio. Armato della pistola d'ordinanza sottratta alla guardia giurata che aveva gettato a terra e disarmato l’ha puntata a chiunque gli capitasse a tiro e soltanto l’intervento della polizia ha evitato il peggio . Al momento l'immigrato - residente a Pescia e in Italia da quattro anni con un regolare permesso di soggiorno per motivi umanitari - resta detenuto nel carcere di San Giorgio con l’accusa di rapina aggravata, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. Ieri mattina infatti si è tenuta l'udienza di convalida di fronte al giudice delle indagini preliminari Giuseppe Pezzuti che, dopo aver ascoltato l'extracomunitario, ha deciso per motivi di sicurezza legati all'incolumità delle persone di non concedere misure alternative al carcere. Soprattutto non ha convinto il giudice la difesa di Eric, assistito d'ufficio dall'avvocato Alessandro Guardone di Viareggio. Il nigeriano ha risposto alle domande del gip palesando rancore nei confronti del vigilante del centro commerciale che aveva rapinato della pistola. «Ho reagito in quel modo perché da tempo sono vittima di soprusi». Dalle sua parole nessun accenno di pentimento, ma la convinzione di essere nel giusto. Al giudice ha raccontato di guadagnarsi da vivere vendendo accendini e tappeti fuori dal Brico Center di San Concordio . «Quasi tutte le mattine prendo il treno da Pescia e arrivo alla stazione di Lucca per poi recarmi sul piazzale del Brico. Svolgo la mia attività in quella zona perché è più remunerativa rispetto ad altre del territorio di Pescia e della Valdinievole. Si guadagna di più». Dall'interrogatorio è emersa l'incapacità del nigeriano - che in carcere non ha dato segni di squilibrio - di autocritica di fronte a un suo grave comportamento che ha creato non poco allarme sociale mettendo in agitazione clienti e personale del centro commerciale e costringendo le forze dell'ordine ad intervenire per mettere in sicurezza la zona. Da lì la decisione della custodia cautelare in carcere in attesa di un'indagine più approfondita sulla reale pericolosità del soggetto. Intanto sul caso Marco Martinelli (Forza Italia) interviene sostenendo che «sono necessari provvedimenti immediati per liberare Lucca dalla morsa degli accattoni e dire stop all’invio di nuovi profughi».
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