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Lucca

La città in lacrime «Resterà un esempio per credenti e laici»

La città in lacrime «Resterà un esempio per credenti e laici»

Il sindaco Tambellini ricorda la passeggiata lungo il fiume Nel 2013 partecipò al consiglio comunale per la Liberazione

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LUCCA. La notizia della morte di Fratel Arturo Paoli, arrivata nella mattinata di ieri, ha provocato commozione in tutta la città e in tanti sono stati quelli che hanno voluto ricordare il religioso lucchese.

Il sindaco Alessandro Tambellini ha ricordato quando Ricordo quando «da giovanissimo ho avuto occasione di incontrare Arturo Paoli per qualche ora durante i suoi non frequenti viaggi in Italia. Ed è stato un colloquio intenso, un richiamo all'esistenza secondo i principi del Vangelo. Poi sono stati i suoi libri - ne ricordo in particolare uno: "Un incontro difficile" - a segnare il percorso di una ricerca di senso in ciò che facevamo nella dimensione complessa dell'Italia degli anni '70 e '80. Infine ricordo una passeggiata sul fiume con lui dopo i grandi riconoscimenti “Giusto tra le Nazioni” e la Medaglia d'Oro al Valore Civile del Presidente della Repubblica: camminava sulla via Alzaia con qualche fatica ma ancora con la benevolenza sorridente che era sempre presente nel colloquio con lui. Da ultimo il raccoglimento interiore sempre più intenso e distante dalle cose del mondo, la ricerca del silenzio che prelude all'incontro con chi egli ha sempre desiderato. Con lui, a Lucca, si chiude la grande storia del ’900».

Il primo cittadino di Capannori Luca Menesini, su Facebook, ha sostenuto che quella di Arturo Paoli è «una perdita per tutti. Un esempio di umanità, coraggio e speranza a cui continueremo a guardare».

Per il presidente della Provincia Stefano Baccelli «è una perdita immensa, profonda perché Arturo Paoli oltre a rappresentare un punto di riferimento morale, civile e spirituale era una persona di una generosità infinita con tutti, per ognuno di noi aveva parole che diventavano fonte di riflessione interiore. Nonostante l'età avanzata, possedeva una lucidità e una profondità di pensiero eccezionali spaziando tra i più svariati argomenti ma ritornando sempre al tema centrale dell'uomo, delle relazioni umane e del rispetto reciproco. Linee guida che aveva sempre cercato di trasmettere alle giovani generazioni. Un insegnamento che ha sempre avuto una forte connotazione di attualità etica, culturale e anche politica. Come non ricordare, poi, che a Palazzo Ducale era di casa. Qui, nella sede della Provincia, aveva partecipato a numerosissime iniziative curate dalla Scuola per la Pace ».

Per il senatore Pd Andrea Marcucci «Fratel Arturo Paoli è stato il punto di riferimento per tutta la comunità lucchese. La sua straordinaria passione civile arrivava ai credenti, ai non credenti e ai dubbiosi. Nella sua lunga vita, Paoli è riuscito a sfondare sempre il muro dell'indifferenza, animato da una grande fede e dalla pratica costante della solidarietà».

Anche la deputata democratica Raffaella Mariani si aggiunge al cordoglio: «Coraggio, intelligenza, integrità. Insieme ad un amore incondizionato per l'umanità e i suoi ultimi, al cui fianco non ha mai mancato di schierarsi: Arturo Paoli lo ricordo così e con l'emozione profonda e affettuosa che ho provato ogni volta che ho avuto il privilegio di trascorrere un po' di tempo con lui. Partigiano dei poveri, deciso e sereno nel non chinare la testa di fronte alle imposizioni e alla violenza dei più forti, Fratel Arturo è stato guida spirituale ed esempio di rara forza morale e lucidità intellettuale. Lo è stato per i credenti, ma anche per tante persone che laicamente si sono accostate al suo insegnamento, fondato sull'intreccio virtuoso di una fede potente e di una grande passione civile».

Il presidente del consiglio comunale Matteo Garzella ricorda che «abbiamo avuto l'onore della sua presenza in Consiglio comunale il 4 settembre 2013, in occasione della celebrazione per l'anniversario della Liberazione di Lucca. Nell'anno terribile dell'occupazione militare tedesca Arturo Paoli, sotto la guida dell'arcivescovo Torrini, svolse un'ampia opera materiale e spirituale in favore della popolazione tutta e in particolare dei profughi, degli sfollati, dei rastrellati, dei perseguitati di ogni credo religioso e colore politico. Quando partecipò alla seduta consiliare descrisse i terribili avvenimenti che sconvolsero la nostra città, i pericoli da lui stesso affrontati in conseguenza dell'impegno di carità a protezione dei più deboli e sofferenti, la sofferenza vissuta nel raccogliere il corpo martorizzato di don Aldo Mei».

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