Il Tirreno

Lucca

Scogliera, parte lo smantellamento

di Barbara Antoni
Scogliera, parte lo smantellamento

Il Comune dà il via al progetto contestualmente alle assegnazioni a famiglie rom dei primi alloggi assegnati con i fondi Ue

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LUCCA. La possibilità di assegnare sette appartamenti ad altrettante famiglie nomadi residenti nei campi nomadi sul territorio comunale darà il là a un indirizzo politico che l’amministrazione già a marzo 2015 aveva espresso in una comunicazione di giunta, ovvero «procedere al superamento del campo situato nell’area demaniale in via della Scogliera, attivando contestualmente il progressivo smantellamento delle infrastrutture per poi procedere al ripristino dei luoghi, anche per i pericoli insiti negli insediamenti realizzati in prossimità di fiumi pensili, quale è il Serchio, rispetto al livello del suolo circostante».

Un progetto messo nero su bianco in un parere finora mai riportato in forma integrale. Supportato, oltretutto, da una legge - la 865 del 1971 - che all’articolo 54 recita «gli istituti autonomi per le case popolari prevedono a demolire le baracche e a rendere inagibili gli altri alloggi impropri o malsani, già occupati dagli assegnatari dei nuovi alloggi non appena questi ultimi saranno consegnati».

Con questi presupposti l’amministrazione dà il via allo smantellamento del campo nomadi più piccolo - quello di via della Scogliera dentro il parco fluviale - dove alcune famiglie vivono su aree demaniali (sei) mentre altre hanno consolidato le residenze su aree proprie, debitamente acquistate, nella stessa zona.

Lo smantellamento partirà dalle famiglie sistemate sull’area demaniale. Due delle sei, tra l’altro, si trovano nei primi sessanta posti della graduatoria di attesa di una casa popolare. E fanno parte del gruppo delle prime tre famiglie nomadi che si vedranno assegnare a breve un alloggio vero, una casa di mattoni, nei quartieri popolari del Comune, in virtù delle assegnazioni cosiddette a mosaico che saranno eseguite dopo che con i fondi europei ottenuti (884.400 euro) attraverso un bando regionale saranno acquistati dall’Erp sette appartamenti a Montuolo (alloggi che andranno ad altre famiglie in graduatoria: quelle di origine rom o sinta saranno collocate l’una lontana dall’altra per evitare il ricostituirsi di gruppi chiusi, di “ghetti”).

Partire dalle famiglie insediate sul terreno comunale significa partire da situazioni di più facile soluzione visto che l’area occupata non è di loro proprietà. Più complicato sarà risolvere la situazione di chi vive in una casa viaggiante o in una roulotte ma in una piazzola di proprietà. L’operazione, in questo caso, sarà analoga a un esproprio di terreno dove si trovi una casa abitata: l’amministrazione dovrà studiare proposte da presentare alle famiglie interessate in alternativa.

Il superamento dei campi nomadi come l’ha proposto il governatore Enrico Rossi sarà un processo lungo e non facile. Il Comune di Lucca parte dalla Scogliera, senza dimenticare che il campo più numeroso è quello delle Tagliate, con trenta famiglie. Per quest’ultimo un progetto di smantellamento oggi non esiste: si ferma alle assegnazioni di alloggi alle prime famiglie delle Tagliate in graduatoria per una casa popolare in base all’unica disponibilità ad oggi esistente: i sette appartamenti. Per le restanti il Comune guarderà con attenzione a eventuali altri bandi che potranno essere pubblicati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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