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Esercizi in palestra per i lavoratori edili
LUCCA. Negli ultimi anni nel settore dell’edilizia si è riscontrata l’insorgenza di frequenti patologie osteoarticolari, fonte di rinunce o limitazioni nella quotidianità della vita sociale dei...
LUCCA. Negli ultimi anni nel settore dell’edilizia si è riscontrata l’insorgenza di frequenti patologie osteoarticolari, fonte di rinunce o limitazioni nella quotidianità della vita sociale dei lavoratori addetti, oltre ad essere causa, per gli stessi, di una ridotta capacità lavorativa.
Nel periodo 2010-2012, nel solo territorio dell’Asl 2 state riconosciute 281 malattie professionali delle quali ben 255 (il 91%) sono dovute a problematiche osteoarticolari o muscolo tendinee, con conseguenze non indifferenti in termini di inabilità al lavoro.
Il fenomeno, in continua evoluzione, evidenzia la necessità di affrontare la problematica in modo sistematico ed in sinergia con le istituzioni competenti.
Per questo motivo Inail, Asl, Comitato Paritetico Territoriale, insieme all’associazione Libertas hanno voluto sperimentare un approccio alla formazione degli addetti nell’edilizia che applicasse le tecniche dell’attività fisica adattata.
Questa iniziativa ha voluto offrire delle opportunità ad entrambe le parti sociali che presidiano il mondo dell’edilizia: ai lavoratori, che hanno avuto modo di apprendere le tecniche di prevenzione necessarie per ridurre gli effetti dovuti ad un sovraccarico delle strutture osteo muscolari e, nel contempo, di imparare le corrette modalità di movimentazione dei carichi da attuare nei cantieri di lavoro. Ai datori di lavoro, che hanno usufruito gratuitamente di una formazione aggiuntiva rispetto agli obblighi di legge per il proprio personale.
A “edilizia in palestra”, che si è concretizzata attraverso tre cicli di dieci sedute di Afa ciascuno, hanno aderito 31 lavoratori di età compresa tra i 24 e i 59 anni. Solo il 27% di questi era privo di patologie osteoarticolari. Effetti molto positivi (per circa il 67% dei casi) si sono riscontrati soprattutto in coloro che ancora non soffrivano di deficit molto importanti.
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