Il Tirreno

Lucca

Dai social l’attacco del pubblico in piedi

di Barbara Antoni
Dai social l’attacco del pubblico in piedi

«Impossibile vedere il palco». Il festival: faremo miglioramenti

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LUCCA. A guastare l’idillio del concerto epocale dei super big Dylan e De Gregori che ha dato il via al Summer Festival numero diciotto arriva il pubblico del biglietto da cinquanta euro, quelli che hanno acquistato un ticket per vedere il concerto in piedi. Uno spazio ricavato dietro la platea dove si assisteva allo show seduti in poltroncine e dietro la tribunetta gold sopraelevata, intorno alla stata di Maria Luisa. Dietro al pubblico in piedi la tribuna vip, quella con la visuale privilegiata da un livello più alto.

Sulla pagina Facebook del festival, da poco dopo l’inizio del concerto e per tutta la giornata di ieri si sono susseguite decine di post di protesta, anche offensivi, per le difficoltà a vedere lo spettacolo. Un «indegno trattamento» per Luca Nottoli, «persone costrette a stare davanti a pezzi ferro e bagni chimici» secondo Riccardo Franchini; Jacopo Signorelli afferma «pensavo di andare a un concerto e sono stato ghettizzato». E sono solo alcune rimostranze.

La forza virale dei social può fare tanto bene e tanto male. In questo caso attacca il festival, la sua organizzazione, urla, chiede che siano presi provvedimenti, che lo spazio per il pubblico in piedi sia ripensato, rialzato e magari progettato in declivio per consentire la visuale del palco a tutte le file di spettatori. «Abbiamo montato il palco in dieci giorni - risponde alle proteste il patron del Summer Festival Mimmo D’Alessandro -. Se, come i Comics avessimo la disponibilità di un mese per montare le nostre strutture sarebbe tutto molto diverso, potremmo curarle di più. Dopo il concerto abbiamo finito di smontare alle 4,20 della notte, abbiamo chiuso tutto, messo a posto tutto, non abbiamo lasciato niente in mezzo. A smontare c’ero anch’io».

Una giornata molto pesante quella inaugurale del Summer Festival. Mimmo D’Alessandro non lo nasconde. «Una delle giornate più dure della mia vita, molto impegnativa - commenta -, faticosa. Artisti molto impegnati, anche molto difficili, e tutto è arrivato con ritardo».

Del fatto che l’organizzazione possa essere migliorata D’Alessandro non lo esclude: «Cercheremo di migliorarci su tutto. Ci fermiamo adesso un attimo a riflettere, a ponderare le cose e le situazioni. Tutto questo per cercare di migliorare ancora. Diecimila spettatori, il pubblico che ha ospitato piazza Napoleone il primo luglio, è una grande quantità di persone. E credo che tutti siano concordi nel ritenere che il Summer Festival contribuisce a creare una opportunità di lavoro per gli operatori economici della città, a creare una piccolissima parte del prodotto interno lordo».

Tanta fatica ma anche tanta soddisfazione per come i primi ospiti del Summer Festival 2015, il menestrello di Duluth e il cantautore de La Donna Cannone, hanno dimostrato di apprezzare gli allestimenti preparati per loro. In particolare Bob Dylan, spiega Mimmo D’Alessandro, «a Lucca ha fatto una cosa che non fa mai. E cioè si è fermato nel camerino che gli era stato allestito piuttosto che prepararsi in quello che ha a bordo del suo pullman personale. Di solito Dylan non parla con il personale del festival, invece con noi è si intrattenuto volentieri prima dello spettacolo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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