Le preghiere dei connazionali, poi la scoperta del corpo
LUCCA. Niente ha potuto fare il personale dei vigili del fuoco che, appena ricevuto l’allarme, è accorso sul luogo della tragedia insieme alla polizia e alla Croce Verde. Fin da subito la situazione...
LUCCA. Niente ha potuto fare il personale dei vigili del fuoco che, appena ricevuto l’allarme, è accorso sul luogo della tragedia insieme alla polizia e alla Croce Verde. Fin da subito la situazione è parsa disperata: flebili le speranze che Sandun fosse stato trascinato via ancora in vita dalla corrente del fiume e che si potesse quindi sperare di salvarlo operando ricerche di superficie. In un primo momento due gommoni dei vigili del fuoco, tuttavia, hanno scandagliato il fiume verso ovest fino quasi a Ponte San Pietro partendo dal punto in cui il giovane si è tuffato scomparendo alla vista dei propri amici. Ma ogni preghiera dei connazionali conoscenti della vittima, che assistevano impotenti alle operazioni di ricerca dalla riva del fiume è stata stroncata appena iniziate le ricerche sul fondale da parte di personale con attrezzature subacquee: «Abbiamo trovato il corpo del ragazzo nel punto esatto dove si era tuffato – riferisce il caposquadra dei vigili del fuoco Stefano Baroni – mentre ci aspettavamo che la corrente del fiume, per quanto non particolarmente forte, lo avesse trascinato più a valle. Il giovane si trovava adagiato sul fondo di un piccolo avvallamento del fiume, ad una profondità di circa due metri e mezzo, con la faccia rivolta verso l’alto, nascosto dall’acqua particolarmente limacciosa del fondale».
Ed è proprio l’opacità dell’acqua ad aver impedito alla vittima di accorgersi del pericolo rappresentato dall’improvviso abbassarsi del fondale, inducendolo ad avanzare nonostante non sapesse nuotare.
Una impudenza che il fiume non ha perdonato, trasformando purtroppo l'operazione di salvataggio in un recupero di cadavere. (a.g.)
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