Il Tirreno

Lucca

Solo un parcheggio per ricordare l’aviatore eroe

di Luca Tronchetti
Solo un parcheggio per ricordare l’aviatore eroe

Giovanni Battista Pittaluga morì durante la grande guerra Ora l’associazione aeronautica chieda venga onorato

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LUCCA. Da quarant'anni le amministrazioni succedutesi si sono dimenticate delle sue imprese di combattente perito quasi al termine della Grande Guerra. E nonostante una decina di domande presentate a partire dal 1974 (il sindaco era Mauro Favilla) dall'associazione nazionale delle famiglie dei caduti dell'aeronautica nessuna via, strada o piazza reca il suo nome, nonostante siano trascorsi cento anni dall'entrata in guerra del nostro Paese contro gli austroungarici. Un'aquila bronzea che campeggia sulla tomba nel cimitero urbano di S. Anna è l'unica traccia del passaggio terreno del tenente Giovanni Battista Pittaluga, nato in via Nuova a Lucca (nonostante il cognome sia tipicamente ligure) il 21 giugno 1893 e morto il 26 febbraio 1918 a Donada (Rovigo) in seguito a un incidente di volo al ritorno da un bombardamento alla linea ferroviaria di Bolzano. Figlio di Pirro, commerciante lucchese ed editore del “Nuovo Giornale“ a cui collaborò sino alla vigilia dell'entrata in guerra dell'Italia, e di Corinna Nutini, fu tra i primi ad arruolarsi e partire per il fronte.

Inizialmente nel 191° battaglione della milizia territoriale e poi in un reggimento alpini con il grado di sottotenente. Nel febbraio 1916 Pittaluga ricevette l'ordine di recarsi al campo scuola di S. Giusto di Pisa per un corso di pilotaggio. Conseguì il brevetto di pilota nel luglio dello stesso anno e fu inviato prima al campo di aviazione di Busto Arsizio e poi in quello di Milano dove ottenne l'abilitazione a pilotare i grandi Caproni 300HP i bombardieri della Prima Guerra mondiale. Alla guida del trimotore iniziò l'attività bellica in Albania e nel luglio 1917 prese servizio alla tredicesima squadriglia Caproni sul campo della Comina a Pordenone.

«Il suo grande desiderio - dicono i responsabili della sezione di Lucca dell'associazione Arma Aeronautica - era quello di essere utile alla Patria combattendo per il nostro Paese. Fu tra i protagonisti del bombardamento della base austriaca del Cattaro, sull'altra sponda dell'Adriatico a 400 chilometri da Brindisi. Con altri undici piloti nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1917 partì dalla base di Gioia del Colle (Foggia) alla guida del suo Caproni e in mare aperto arrivò all'obiettivo distruggendo l'obiettivo nemico. D'Annunzio lo definì il "Gioioso di Gioia" per il suo carattere sempre allegro, aperto e gioviale e la sua passione interventista per liberare i territori che appartenevano all'Italia e che invece erano in mano asburgiche».

Eroe dimenticato. «Visto che quest'anno si ricorda la Grande Guerra ci aspettavamo - riprendono i responsabili dell'Assoarma aereonautica - che l'amministrazione dopo 40 anni di richieste inevase e con i nipoti di Pittaluga ormai anziani prendesse in seria considerazione l'ipotesi di intitolargli finalmente una delle tante strade, vie o piazze che portano nomi generici oppure solo indicazioni del numero della traversa. Oltretutto, vogliamo rimarcarlo a caratteri cubitali, Giovan Battista Pittaluga non era politicamente schierato e con il fascismo non ha niente a che vedere. Era un idealista e un patriota, un giovane che amava il suo Paese e che ha dedicato sacrificato la sua giovane vita per l'Italia. Non riusciamo quindi a capire questo ostracismo nei confronti di un ragazzo morto non ancora venticinquenne in conseguenza di un atterraggio di fortuna in uno specchio d'acqua vicino al delta padano dopo una missione pericolosa in Alto Adige. Anche lì venne fuori il suo eroismo: perché, con uno dei tre motori del suo Caproni colpito dalla contraerea nemica, riuscì nell'impresa di salvare l'equipaggio che era con lui rimanendo però schiacciato sotto l'ala superiore del bombardiere e morendò così annegato in pochi minuti».

La provocazione. Da Favilla a Lazzarini passando per Fazzi e poi nuovamente per Favilla sino ad arrivare a Tambellini: «Tutti ci hanno detto di sì a parole, ma nessuno ha intitolato niente a Pittaluga. A maggio dello scorso anno siamo venuti a conoscenza che al giovane eroe di guerra sarebbe stato intitolato un parcheggio a lisca di pesce in via Fonda ad Antraccoli. C'è sembrata una beffa dopo tutti questi anni e l'amarezza dei nipoti e pronipoti ancora in vita che speravano di vedere ricordato il loro trisavolo (i fratelli di Pittaluga sono entrambi deceduti, uno in guerra e l'altro nel 1975) in un cartello indicatore di una strada cittadina. Così abbiamo espresso il nostro disappunto all'ufficio toponomastica del comune di Lucca rinunciando a quell'assegnazione in attesa di un'altra destinazione più consona e rispettosa di una figura insignita di medaglia d'argento al valor militare. Ricordando tra l'altro, con un pizzico di amarezza mista ad ironia, che 40 anni fa e successivamente nel corso del tempo le varie giunte comunali ci promisero che saremmo stati invitati a scegliere l'assegnazione della strada da noi ritenuta più consona. Non ci dispiacerebbe quindi che qualcuno ci coinvolgesse e ci contattasse al momento della decisione di intitolare una strada a Pittaluga. Magari in tempi brevi, visti quelli trascorsi, e individuando una location meno nascosta e lontana dal centro cittadino».

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