Il Tirreno

Lucca

Il concordato non esiste, Anthea dichiarata fallita

di Luca Tronchetti
La sede dell'Anthea
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La sede dell'Anthea

Lucca, scaduti i tempi di presentazione del piano per la ripartizione dell’attivo. Il tribunale nomina il commissario giudiziale e fissa l’esame dello stato passivo

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LUCCA. Non si vede nessuno in cancelleria, neanche il liquidatore Paola Vannini, alla scadenza dei canonici sessanta giorni per presentare il piano concordatario legato alla ripartizione dell'attivo ai creditori privilegiati e chirografari. Segno evidente che la richiesta di concordato preventivo presentata dall'Anthea Tecnologia e Ambiente con sede in via del Brennero era soltanto una mossa dilatoria visto che il destino dell'azienda che dal 1997 operava nel settore edilizia, smaltimento di amianto e fotovoltaico era segnato da tempo. Probabilmente da quel 7 gennaio scorso quando i 29 dipendenti dell'Anthea si recarono a lavoro dopo la pausa natalizia e increduli trovarono i cancelli chiusi con il presidente, Camillo Auricchio, all'estero e irraggiungibile e la notizia della richiesta di messa in liquidazione della società. Ieri mattina puntuale come una cambiale scaduta è arrivata la declaratoria fallimentare da parte dei giudici del tribunale (presidente Giulio Giuntoli) nei confronti di Anthea Tecnologia e Ambiente. D'altronde nel febbraio scorso 20 dipendenti (12 operai e 8 impiegati) erano stati licenziati e avevano ottenuto - su pressione dei sindacati - la messa in mobilità in modo da poter godere degli ammortizzatori sociali e iniziare a cercare un nuovo lavoro con la possibilità che altre aziende decidano di assumerli grazie agli sgravi fiscali previsti.

Bilancio non presentato. I giudici del tribunale hanno nominato commissario giudiziale il noto commercialista Massimo Romiti fissando il 9 febbraio 2016 l’esame dello stato passivo. Ad oggi i dati in possesso del commissario giudiziale sono davvero scarni. Manca un rendiconto dei clienti, dei debiti e dei crediti e la contabilità non è aggiornata. Nelle poche paginette scarne depositate in un cancelleria a metà marzo come richiesta di pre concordato preventivo sono annotati i volumi d’affari degli ultimi quattro anni: 8,7 milioni nel 2011, 11, 5 nel 2012, 7 nel 2013 e 4,7 nel 2015. Non si fa menzione delle perdite d’esercizio e della ripartizione dell’attivo ai creditori privilegiati considerando che l’esposizione bancaria supererebbe i 2,5 milioni e riguarda filiali di agenzie e istituti di credito come Monte dei Paschi di Siena, Banco di Lucca, Unipol, Unicredit, Cassa di Risparmio di S. Miniato e Bnl. Per non parlare dei debiti verso fornitori e professionisti. Mancherebbe, tra l’altro, anche il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2014.

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