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Un tubone per le fogne da Nozzano a Pontetetto
Geal investe 11 milioni per realizzare il collettore che sarà lungo 9,5 chilometri. I lavori, della durata di due anni, dovrebbero iniziare nella primavera del 2017
LUCCA. Sarà un collettore di nove chilometri e mezzo l’infrastruttura che permetterà di iniziare a risolvere il problema delle fognature nell’Oltreserchio. Ne è convinto l’assessore comunale all’ambiente Francesco Raspini, secondo cui questa è «la soluzione con la esse maiuscola nonché l’unica realmente percorribile perché tutte quelle pensate finora – e in parte anche realizzate – non poggiavano sulla reale possibilità di depositare i reflui». Se finora infatti la vera questione era come e dove riuscire a superare il fiume con le tubature, ora questo punto sembra essere definitivamente superato con la presentazione del progetto preliminare di questa infrastruttura che nei piani di Geal e del Comune dovrà entrare in funzione per l’inizio del 2019.
Nella sostanza questi 9500 metri serviranno a collegare la zona a sud di Nozzano con il depuratore di Pontetetto.«Questo non vuol dire che in un colpo solo risolvere immediatamente l’intera questione – spiega il presidente di Geal, Giulio Sensi – ma che ci darà l’opportunità di partire con una progressione dando un senso a tutti i lavori che poi saranno portati a compimento nell’Oltreserchio.
Il percorso. Il collettore – cosiddetto “tubone” – partirà dal comune di Vecchiano, in provincia di Pisa, proprio a sud del centro storico di Nozzano, qui risalirà l’argine destro del Serchio per poi attraversare il fiume all’altezza di Ripafratta, a nord del ponte dell’autostrada e a sud di quello della ferrovia – né l’Anas né le Ferrovie dello Stato hanno dato l’ok a utilizzare una delle due strutture già esistenti. In quel punto quindi sarà realizzata una passerella portatubi di servizio che poi in un secondo momento, su richiesta dei Comuni, potrebbe essere anche resa pedonale o ciclabile. Arrivato in riva sinistra, il collettore proseguirà in golena lungo il corso del fiume fino all’altezza della stazione di Montuolo dove passerà sotto la ferrovia e l’autostrada per proseguire a sud di Fagnano e a nord di Gattaiola. Nella zona di Vicopelago attraverserà l’Ozzeri e poi ancora la Priscilla, passerà sotto la bretellina di raccordo della statale del Brennero e poi raggiungerà l’impianto di Pontetetto.
I tempi. Il progetto preliminare è stato elaborato da Ingegnerie Toscane, una società a prevalente capitale pubblico partecipata da Geal e dai più grandi gestori toscani dell’acqua. Ora il documento è pronto e la prossima settimana sarà attivata la procedura di istruttoria in conferenza dei servizi che partirà entro la fine dell’anno. In questa sede saranno presentati i pareri di tutti gli enti, come le ferrovie, la società Autostrade, l’Arpat e l’Autorità di bacino. Sulla base dei risultati e delle osservazioni sarà elaborato il progetto definitivo e si procederà con la richiesta delle autorizzazioni. In questo modo si prevede che i lavori possano iniziare nei primissimi mesi del 2017 e terminare dopo due anni nel 2019.
Le risorse. 11 milioni di euro è il costo della realizzazione e il presidente Giulio Sensi spiega che questo sforzo è stato possibile grazie ai buoni conti dell’azienda che quindi ha ottenuto un finanziamento dalle banche che sarà pagato da tutti i lucchesi all’interno della tariffa. «E’ un nuovo sistema che è stato introdotto a livello nazionale che permette di progettare e di mettere in campo nuovi investimenti – conclude per questo abbiamo elaborato un piano di priorità assieme al Comune che ha subito messo al primo posto la mancanza di un sistema fognario per la zona dell’Oltreserchio».
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