Il Tirreno

Lucca

Se.Ver. A presto chiederà il concordato preventivo

di Luca Tronchetti
Se.Ver. A presto chiederà il concordato preventivo

Intanto arriva l’okay dal tribunale all’omologa per S.E.T.A Energia e Tecnologie Entro la fine del 2018 verranno soddisfatti interamente i creditori privilegiati

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CASTELNUOVO. Con l’okay all’omologa del concordato preventivo della S.E.T.A. srl da parte dei giudici del tribunale fallimentare (presidente Giulio Giuntoli, giudici Giacomo Lucente e Carmine Capozzi) è ormai prossima la richiesta concordataria del gruppo Se. Ver.A spa, la società capofila nata nel 1995 con capitale pubblico pari al 90,12% (la maggioranza delle azioni appartiene infatti attualmente ai comuni della Garfagnana ed al comune di Barga) e che opera nella raccolta rifiuti e nel riciclaggio e recupero di materiali. Collegate a Se.Ver.A spa c’erano altre tre società tutte in situazioni di massima precarietà: Se.Ver.A Servizi, nata nel 2001 per fornire servizi e collaborazione alle pubbliche amministrazioni già dichiarata fallita in passato, Se.Ver.Acque srl, nata nel 2000 per la gestione idrica e da tempo in fase di concordato con il commercialista Marco Terigi nominato commissiario giudiziale e appunto S.E.T.A. srl nata nel 2002 con sede in località Belvedere a Castelnuovo e ragione sociale la costruzione e la trasformazione degli impianti di energia elettrica.

Il lavoro dei professionisti. L’assemblea dei creditori ha dato l’okay all’unanimità al piano concordatario elaborato dal commercialista Riccardo Della Santina e dagli avvocati Gaetano Anastasio e Andrea Dianda e passato al vaglio dell’inflessibile commissario giudiziale Massimo Romiti. Un piano ben congegnato anche grazie a un conto economico ben definito di S.E.T.A. che può contare su due centrali idroelettriche attive (Giuncugnano e Fosciandora) con la vendita di energia a gestori nazionali. Proprio per costruire centrali idroelettriche la S.E.T.A. aveva contratto debiti per centinaia di migliaia di euro pur a fronte di un patrimonio importante. Tra i debiti più ingenti quello contratto e non onorato con Se.Ver.Acque che per ottenere il dovuto si era rivolta al giudice attraverso un decreto ingiuntivo che ha poi portato ad una situazione di pre concordato.

La ripartazioni. Con l’okay all’omologa del concordato in continuità (S.E.T.A. è comunque appetita da potenziali acquirenti proprio per le centrali idroelettriche che fanno parte del patrimonio) è previsto il pagamento dei creditori privilegiati al 100% entro il 31 dicembre 2018. Per quanto riguarda i chirografari invece la suddivisione stabilita à la seguente: 80 per cento dei crediti alla consorella Se.Ver.Acque srl, 70 per cento agli istituti di credito e 60 per cento ai fornitori.

Adesso l’attenzione è rivolta al probabile deposito in tribunale della richiesta pre concordataria della capofila Se.Ver.A spa.

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