Vagli, la magia del paese sommerso
La foto in regalo oggi ritrae Fabbriche di Careggine durante l’ultimo svuotamento del lago, avvenuto nel 1994
LUCCA. Immagine spettacolare nella tappa dei “Luoghi del cuore” di mercoledì 24 giugno. E' di scena Fabbriche di Careggine, il paese sommerso nel lago di Vagli, una vera e propria star dei mass media. Del resto come resistere al fascino di quel borgo fantasma che giace da quasi 70 anni sott'acqua, ai piedi delle Apuane, e che ogni tanto riappare?
Chiariamo subito: in queste riapparizioni non ci sono misteri né miracoli. Succede, o meglio succedeva, in occasione degli svuotamenti periodici del lago, che fu creato artificialmente dall'Enel nel 1947 e forma il bacino idroelettrico più grande della Toscana. La diga - un gigante di cemento alto 95 metri – sbarra la strada al torrente Edron, affluente destro del fiume Serchio, le cui acque formarono appunto il grande lago, che ha una capacità di 32milioni di metri cubi. Sul fondo giacciono le case, i vicoli, la chiesa e il campanile di Fabbriche di Careggine, il paese che fu ricoperto dalle acque e i cui abitanti furono trasferiti a Vagli. Da allora l'antico borgo è riemerso quattro volte, in occasione degli svuotamenti che l'Enel effettuava circa ogni dieci anni per lavori di manutenzione.
L'ultima volta è avvenuto nel 1994, anno al quale si riferisce l'immagine dei “Luoghi del cuore”: uno spettacolo grandioso che portò a Vagli una marea di visitatori. Una data da segnare: potrebbe essere stata l'ultimissima volta in cui è stato visto il paese fantasma. L'Enel ha spesso ribadito, infatti, che oggi i lavori di manutenzione si possono svolgere senza svuotare il lago, operazione imponente e costosa. Tuttavia il sindaco di Vagli, Mario Puglia, ha recentemente annunciato che forse lo svuotamento ci sarà, anche se l'Enel non ha confermato. Sempre Puglia, poi, ha rilanciato l'idea della cupola trasparente per permettere ai visitatori di vedere sempre Fabbriche di Careggine: un progetto già caldeggiato negli anni passati, ma mai realizzato per difficoltà tecniche. Emanato il bando per uno studio di fattibilità, resta da vedere se ce ne sarà uno praticabile.
La natura è ancora protagonista nella stampa che i lettori troveranno in edicola giovedì 25 giugno e che li porterà alle Parole d'oro di Guamo. Luogo incontaminato e pieno di armonia, dove l'opera dell'uomo e il paesaggio naturale si sono incontrati in modo mirabile. E' uno dei posti più amati della Lucchesia, meta di escursioni e rifugio privilegiato di innamorati in cerca di intimità e di romanticismo. Eppure non nacque come parco pubblico, anche se lo è diventato a tutti gli effetti. Le Parole d'oro è un insieme di opere idrauliche progettate da Lorenzo Nottolini alla metà del 1800: da allora raccolgono l'acqua che arriva alla città di Lucca. Ci sono canaloni di scolo rivestiti in pietra, casottini di presa, ponticelli e tempietti neoclassici a uso di serbatoi: tutto in una vasta distesa di prati e balze, circondata da boschetti e ruscelli. Attraverso scenografiche cascatelle l'acqua arrivava in un grande tempietto-cisterna, dal quale si diramavano le condotte sopraelevate e inserite nei 460 archi in mattone che, alti 12 metri, attraversano ancora la pianura fin quasi alle porte di Lucca per circa tre chilometri e mezzo. La distribuzione delle schede dei “Luoghi del cuore” - in totale 24 – proseguirà fino al 4 luglio tutti i giorni eccetto la domenica.
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