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Rubano per ammazzare la noia, denunciati 5 ragazzi della Piana

Rubano per ammazzare la noia, denunciati 5 ragazzi della Piana

Due studenti minorenni e tre maggiorenni tutti insospettabili e residenti a Vorno, Guamo e Colle scoperti dai carabinieri dopo furti in case di vacanza. Sequestrati fucile e radio ricetrasmittente

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PIEVE DI COMPITO. Vinti dalla noia e dalla monotonia quotidiana e forse attratti da videogames e film d’azione decidono di costituire una vera gang e compiere furti in case disabitate nel Compitese. Cinque ragazzi di buona famiglia - due studenti non ancora maggiorenni e tre over 18 con un’attività lavorativa - che abitano a Guamo, Vorno e Colle di Compito sono stati denunciati dai carabinieri di Pieve di Compito per furto in abitazione, ricettazione e detenzione abusiva di armi. Una vicenda che ha lasciato di stucco i genitori e i parenti degli adolescenti - il più grande ha compiuto da poco i 20 anni - del tutto ignari dell’attività criminosa dei ragazzi. Molto di loro al mattino andavano a scuola e nel pomeriggio si chiudevano in camera per studiare. Quando i carabinieri di Pieve di Compito hanno bussato alla loro porta per effettuare le perquisizioni disposte dall’autorità giudiziaria al di là dell’evidente imbarazzo qualche genitore ha accusato un leggero e comprensibile mancamento.

Radio ricetrasmittente. La banda degli adolescenti credeva di farla franca grazie a una radio ricetrasmittente sintonizzata sulle frequenze delle forze dell’ordine per capire se nella zona di loro competenza stessero transitando pattuglie di polizia, carabinieri o vigili urbani. A fine maggio infatti i cinque «giovanotti» avevano messo a segno due furti facili facili a Vorno e Badia Pozzeveri. Rispettivamente nelle case di vacanza di una famiglia olandese e di un imprenditore lombardo. Case che in quel frangente erano disabitate. Da rubare c’era davvero poco. Ma la sfida era avvincente e di sicuro entrando in azione all’imbrunite la suspence cresceva, l’adrenalina saliva e il tempo passava in fretta senza che la noia prendesse il sopravvento. Da una delle abitazioni erano state asportate delle attrezzature per il giardinaggio (tosaerba e decespugliatori) e due taniche di carburante. Ma tra le cose rubate risultava anche un fucile semiautomatico calibro 12 marca Beretta con matricola identificativa abrasa. Roba che scotta tanto che la banda aveva deciso di disfarsene gettando l’arma nel vicino Rio di Vorno.

La soffiata. Quei furti per i carabinieri erano sembrati subito piuttosto anomali. Ma le indagini, suffragate da una soffiata, nel giro di quindici giorni hanno portato alla svolta. E l’adolescente incaricato di far sparire il fucile messo alle strette ha confessato di averlo gettato nel ruscello. A quel punto sono scattate le perquisizioni che hanno portato al recupero della merce rubata- o almeno di parte di essa - che è stata riconsegnata ai proprietari. Sequestrati il radiotrasmettitore e la doppietta. Ascoltati in caserma gli adolescenti si sono giustificati sostenendo di aver agito perchè insoddisfatti della monotonia quotidiana.

Luca Tronchetti

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