Il presidio
In Fillungo cambiati soltanto i negozi
La storica strada principale mantiene il suo aspetto, anche se c’è nostalgia delle attività dei decenni passati
LUCCA. Atmosfera d'altri tempi con l'immagine d'epoca dei “Luoghi del cuore” di oggi. giugno. L'undicesima stampa della raccolta che Il Tirreno regala ai lettori ritrae via Fillungo nei primi anni del secolo scorso. Siamo nei pressi di Canto d'Arco, il limite a sud della strada più celebre di Lucca che da sempre è il cuore pulsante di attività turistiche, commerciali e artigianali, oltreché la via del passeggio per eccellenza. In questa parte della via si trovano le origini del suo nome. Nel tratto da Canto d'Arco a piazza dei Mercanti - che corre lungo l'antico cardo romano – risiedevano infatti i Falabrina, potenti signori che esercitavano il feudo sul castello di Fillongo in Garfagnana. Inizialmente si chiamava così solo questa zona della strada, poi la definizione fu estesa all'intero suo percorso. Che da lì si snoda per circa settecento metri fino alla Porta dei Borghi, il suo limite a nord. Anche l'appellativo di Canto d'Arco – il famoso incrocio abitualmente usato dai lucchesi come punto di ritrovo – ha a che fare con la famiglia dei Falabrina: deriva dall'arco su cui era impostata la torre del loro palazzo, che doveva sovrastare l'imbocco di via Fillungo. Lo scatto dell'Archivio fotografico lucchese ci restituisce un'immagine della strada che, messa a confronto con la foto scattata ai nostri giorni, non mostra cambiamenti radicali nonostante quasi un secolo separi i due momenti. Nel corso del Novecento ci sono stati due interventi significativi, che tuttavia non hanno mutato l'impianto della via. Il primo risale agli anni Trenta, quando vennero interrate le tubazioni, mentre di trent'anni dopo è l'installazione della pavimentazione in porfido, ancora oggi esistente. Se la struttura urbanistica è rimasta intatta, non si può dire lo stesso per i negozi che da sempre hanno animato e abbellito la strada: attività dalle caratteristiche uniche riconosciute da tutti, tanto da richiamare clienti anche da fuori provincia, che venivano ad acquistare un certo prodotto a Lucca perché altrove non lo trovavano. Negli ultimi decenni, però, tutto è cambiato – non solo in via Fillungo, ma anche in altre strade dello shopping cittadino - e in modo molto repentino. La maggior parte delle storiche botteghe non c'è più e il loro posto è stato preso da negozi delle catene nazionali o multinazionali. Belli e curatissimi, senza dubbio, ma uguali o simili in qualsiasi altra città. In ogni caso, sempre meglio dell'abbandono in cui versano alcuni fondi che con il passare del tempo diventano sempre più impresentabili. Sabato 20 per l'ultima scheda della settimana – la distribuzione sarà interrotta domenica 21 per riprendere lunedì 22 giugno – la tappa dei “Luoghi dei cuore” è piazza Napoleone. Anche qui un bel confronto tra ieri e oggi che susciterà tanti ricordi: la piazza Grande dei lucchesi – così sono soliti chiamarla – appare com'era nel 1965, quando veniva usata come parcheggio. Un utilizzo mandato in pensione soltanto alle soglie del 2000: è stato allora che la piazza fu liberata dalle auto.
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