Sanità, spetta ai sindaci l’ok alla razionalizzazione
Menesini, primo cittadino di Capannori, non accetta il piano chiavi in mano presentato dal direttore dell’Asl2 e appoggia la battaglia della Valle del Serchio
LUCCA. Devono essere i sindaci, e non la direzione dell’Asl, ad avere l’ultima parola sulla riorganizzazione dell’assistenza sanitaria sul territorio. Lo sostiene Luca Menesini, sindaco di Capannori, il quale replica secco al direttore dell’Asl 2 Joseph Polimeni.
«Il piano di razionalizzazione proposto dal direttore va rivisto – dice senza mezzi termini Menesini –. Contiene decisioni importanti e che dovremo portare avanti con determinazione e coraggio tutti insieme, ma allo stesso tempo presenta dei punti neri che i sindaci devono affrontare, assieme alle parti sociali. Sappiamo tutti che sono necessarie delle razionalizzazioni, ma il direttore non pensi di poterci dare un piano fatto e finito. Ci manca, infatti, una visione, una prospettiva di futuro, moderna e funzionale, che spetta ai sindaci, alla Conferenza dei Sindaci, metterci, perché conosciamo le necessità dei territori e dei nostri cittadini. Va benissimo che l’Asl 2 si occupi della redazione tecnica del piano, ma la decisione politica è a carico nostro». La presa di posizione di Menesini va in soccors alla battaglia dei sindaci della Valle, impegnati a far arrivare all’attenzione di Polimeni esigenze espresse dalle loro comunità. Menesini non vuole entrare nella questioni della Valle del Serchio, che comunque ritiene debbano essere affrontate con serietà nella Conferenza generale dei Sindaci, ma vuole che il piano di razionalizzazione sia rivisto per renderlo più in linea con i bisogni dei cittadini e dei lavoratori. In più vuole che l’ospedale San Luca sia oggetto di un confronto ad hoc, perché diventi concretamente la grande opportunità che rappresenta per la Piana.
«Siamo abituati che le decisioni del direttore vanno bene un po’ a prescindere – spiega il primo cittadino di Capannori –. Sono certo che il lavoro svolto dagli uffici sia serio, corretto, e in parte rispondente ai territori, ma occorre che la Conferenza dei Sindaci guidi il processo. Prima di dare per scontato una scelta, va fatta una discussione nelle sedi opportune e con i soggetti coinvolti e che possono contribuire. Piano di razionalizzazione, ospedale San Luca, ospedale della Valle del Serchio e sanità territoriale: le decisioni di oggi condizioneranno i prossimi vent’anni, ed io non ho alcuna intenzione di delegare queste scelte al direttore dell’Asl 2».
Secondo Menesini, è opportuno che la Conferenza coinvolga i sindacati e le forze sociali nella pianificazione della razionalizzazione e nelle possibilità di sviluppo delle nuove strutture sanitarie e dei servizi territoriali. «Abbiamo grandi opportunità come Lucchesia per affermarci all’interno dell’Area Vasta e a livello regionale – conclude Menesini –. L’ospedale San Luca è una realtà, e il funzionamento deve andare a regime. Le razionalizzazioni le faremo, responsabilmente, ma non sulla testa dei lavoratori e dei cittadini. Le faremo andando a mettere mano anche dove è scomodo metterle, perché la priorità è il diritto alla salute dei nostri cittadini. Per questo non è il momento di scelte dettate da una visione contabile. E’ tempo di scelte condivise, coraggiose e con una visione di futuro per i nostri territori. La sanità rappresenta un punto centrale per garantire un livello di qualità della vita alto alle comunità. Entro fine mese affrontiamo il piano di razionalizzazione e il futuro assetto del rapporto ospedale-territorio, con i vari contributi, e poi portiamo avanti la linea dalla Piana fino alla Valle del Serchio con determinazione nell’interesse dei cittadini e delle professionalità che abbiamo».
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