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S. Luca, al concessionario oltre un milione al mese
È la cifra che l’Asl paga per tutti i servizi non sanitari forniti nel complesso La convenzione, regolata da un piano economico, resta in vigore fino al 2033
LUCCA. La fattura del mese di gennaio 2015 è stata di 1 milione e 54.425 euro. Questa è la cifra che l'Asl 2 ha pagato al concessionario, calcolata sulle prestazioni effettive fornite in quel lasso di tempo. Una cifra che sta a metà di quel range (1 milione - 1,1 milione) entro il quale si prevede oscilli la quota che l'azienda sanitaria lucchese dovrà versare fino al 2033 a Astaldi, Techint e Pizzarotti, ovvero il pool di imprese che ha realizzato il nuovo ospedale San Luca con la formula del project financing.
Formula valida per tutti i quattro nuovi ospedali toscani (oltre a Lucca, Pistoia, Pisa e Massa; quest'ultimo aprirà il 17 novembre) costati complessivamente oltre 419 milioni. Cifra che però, considerando allacciamenti, arredi, attrezzature e tutti gli oneri necessari a rendere perfettamente funzionanti da subito i presidi, sale a oltre 657 milioni complessivi (164,8 per il solo San Luca). Oneri che sono a carico delle singole aziende sanitarie e non sono inseriti nel Pef (il piano economico finanziario) del concessionario, che regola tutti gli aspetti economici.
Il partner privato ha quindi investito nella costruzione dei quattro ospedali una cifra che si aggira intorno ai 210 milioni.
L'Asl 2, come le altre aziende del Sior, paga al concessionario una quota mensile che comprende due voci: la restituzione degli oneri legati alla costruzione del San Luca; e i servizi forniti dal concessionario. L'accordo vale per 19 anni.
I servizi forniti. Il concessionario, tramite i suoi provider, si occupa di: manutenzione degli immobili, degli impianti fissi, del verde; pulizia; gestione del trasporto meccanizzato; lavanderia, guardaroba e sterilizzazione biancheria; ristorazione degenti e mensa personale; sterilizzazione degli strumenti per le sale operatorie; raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti pericolosi; gestione dei servizi di maggior comfort alberghiero per la libera professione intramoenia in ospedale (di fatto le camere a pagamento).
Va detto peraltro che anche quando l'ospedale era al Campo di Marte molti dei servizi oggi gestiti dal concessionario erano comunque affidati in gestione esterna, con il Global Service. E che oggi il concessionario eroga servizi che prima non c'erano, come la sterilizzazione completa degli strumenti per le sale operatorie che è una delle voci che incidono di più sulla fattura. Inoltre al San Luca la dotazione tecnologica è assai più ampia e complessa, basti pensare al condizionamento del presidio o alle 13 sale operatorie.
Il Pef. Il piano economico finanziario che regola i rapporti tra Asl e concessionario è unico per le quattro aziende dove sono stati costruiti gli ospedali. L'Asl 2 ha dovuto quindi trasformarsi da gestore a controllore di tutta una serie di attività e ha messo in piedi una struttura di verifica continua e costante delle performance. E nel caso si riscontri un problema, l'interlocutore è sempre il concessionario e non chi materialmente fornisce il servizio. I controlli impegnano varie figure, dal Rup, il responsabile unico del procedimento, al Dec, il direttore dell'esecuzione del contratto che si avvale di assistenti specifici per i diversi aspetti del capitolato.
Va anche detto che nel Pef sono previsti dei minimi e che ogni sei mesi viene effettuata una verifica sul raggiungimento dei livelli complessivi e si possono determinare conguagli.
«Il project financing - dice il direttore generale dell'Asl 2 Joseph Polimeni - ha funzionato bene per la progettazione e la costruzione del nuovo ospedale, sfido chiunque a trovare un'opera di questo tipo che in tre anni nasce e si completa. Adesso ci sono tutti gli aspetti legati alla gestione dei servizi non sanitari, che devono essere seguiti costantemente».
Cosa accadrà dal 2033. Una volta che decadrà l'accordo con il concessionario che cosa accadrà? Difficile prevederlo, difficile ipotizzare quale sarà l'ente che gestirà la sanità in quel momento. Certo, la Asl dovrebbe reinventarsi per tornare a gestire direttamente tutti quei servizi che per 19 anni sono stati curati da altri. E a quel punto potrebbe essere più semplici affidarsi ancora a un gestore esterno. Ma per tutte queste ipotesi c'è davvero tanto tempo.
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