Il Tirreno

Lucca

Nel villaggio di Casoli riaffiora il mondo dei Celti

di Emanuela Ambrogi
Nel villaggio di Casoli riaffiora il mondo dei Celti

Due blocchi di pietra lavorati con fori per aste sembrano indicare una meridiana. Uno spazio aperto circoscritto fa pensare ad un antico tempio-osservatorio

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LUCCA. Non finiscono col Ponte Nero o il lago glaciale le meraviglie di Casoli, posto d'incanto sopra Bagni di Lucca, nell'antichità particolarmente caro ai Celti di cui si trovano ancora vestigia. In particolare, spiega Virgilio Contrucci, camerlengo della Vicaria Val di Lima, una parte del mondo dei Celti riaffiora nei resti di un complesso litico vicino al villaggio di Casoli. Altro luogo da inserire nelle visite guidate organizzate dalla Vicaria.

I resti sono due grossi blocchi di pietra lavorati e squadrati ad arte che presentano sui bordi una serie di fori destinati ad accogliere aste di legno o di metallo.

«Grazie all'orientamento e all'allineamento dei fori, si può ottenere una raffinata meridiana in grado di fornire – spiega Contrucci – precise indicazioni astronomiche e calendariali. Le pietre sorgono in uno spazio aperto, parzialmente circoscritto dalla cerchia muraria interna dell'antica rocca. Il complesso fa pensare ad un antico tempio a cielo aperto con funzioni di osservatorio astronomico, tipico della più genuina cultura celtica».

Le pietre, oggi seminascoste, sorgono in uno spazio aperto, parzialmente circoscritto dalla cerchia muraria interna dell'antica rocca.

«Il complesso – prosegue Contrucci – fa pensare ad un antico tempio a cielo aperto con funzioni di osservatorio astronomico, tipico della più genuina cultura celtica. Un altro importante reperto è rappresentato da una serie di incisioni serpentiformi che raffigurano, probabilmente la "snake-goddes", la dea serpente dell'antico pantheon indoeuropeo. Un'antica leggenda racconta poi di come le fate, in questa zona, accogliessero amorevolmente i pellegrini stanchi per il lungo viaggio che li avrebbe portati a Roma e a Gerusalemme».

Casoli sorge a 568 metri sul livello del mare, distante tredici chilometri dal capoluogo (la Villa).

Vi si arriva seguendo la strada Statale del Brennero, dal bivio in località Ponte Maggio, attraversando il ponte omonimo sulla Lima e immettendosi sulla via comunale, da dove si gode di una bellissima vista sul Balzo Nero, sul Memoriante e sui paesi di Vico Pancellorum e Limano.

Il paese si presenta arroccato su di una roccia che culmina in un balzo a strapiombo sulla Lima.

È ricordato per la prima volta come Villa in una pergamena del 943, come facente parte del plebato di Vico Pancellorum.

Una bellissima passeggiata da farsi a piedi è quella che congiunge il paese di Casoli con Casabasciana attraverso una strada sterrata in mezzo ai boschi ed alla natura.

Casoli è ricordato per la prima volta come Villa in una pergamena del 943 come facente parte del plebato di Vico Pancellorum. Fu feudo della famiglia dei Lupari e quando essi furono banditi dal territorio della Repubblica, Casoli entrò a far parte definitivamente della Vicaria di Val di Lima. Restano due Statuti di questa comunità: uno del 1639 e uno del 1782. La peste del 1630 decimò la popolazione di Casoli e si racconta che molti abitanti trovarono rifugio in alcune grotte antistanti il centro abitato. La costruzione del Castello risale probabilmente al secolo XI. All'interno del perimetro della rocca si può ancora vedere la casa dove abitavano gli uomini della guarnigione che per ordine della Repubblica di Lucca non potevano avere rapporti con gli abitanti del luogo. Del fortilizio rimangono resti delle due cerchia di mura e del maschio. Da un foro ben levigato nel muro del maschio di può vedere la piazza Gave di Limano, posta di fronte. La chiesa parrocchiale è dedicata ai santi Donato e Andrea ed è di origine romanica.

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