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La procura acquisisce i filmati dell’esercitazione fatale
LUCCA. Da una parte le indagini della procura volte ad accertare eventuali responsabilità della morte di Fabio Comini, 26 anni, di Ascoli Piceno, l’alpino paracadutista deceduto durante un’esercitazio...
LUCCA. Da una parte le indagini della procura volte ad accertare eventuali responsabilità della morte di Fabio Comini, 26 anni, di Ascoli Piceno, l’alpino paracadutista deceduto durante un’esercitazione militare poco dopo le 11,30 di giovedì sui cieli di Tassignano e dall’altre le esequie del militare che si sono tenute ieri mattina nella chiesa del cuore immacolato di Maria nella città natale del caporal maggiore.
Inchiesta della procura. Il sostituto procuratore Aldo Ingangi dovrebbe nominare già dalla prossima settimana un consulente tecnico per appurare, nel caso vi siano, eventuali responsabilità del decesso del paracadutista. Intanto sono stati acquisiti due filmati: uno girato da terra da militari del Capar di Pisa, l’altro dalla microtelecamere montata sul casco dell’ultimo paracadutista lanciatosi dal Pilatus Pc Porter. Ma entrambi i video non mostrerebbero il momento dell’incidente costato la vita a Comini. Di contro ci sono le testimonianze di due militari del IV reggimento alpini di Montorio Veronese che si sono lanciati poco dopo il caporal maggiore e hanno notato che le corde del paracadute di emergenza si erano attorcigliate attorno a un braccio del militare che in caduta oscillava in modo anomalo. Gli elementi di cui il magistrato dovrà tener conto sono l’altezza del veivolo (1300 metri) al momento del lancio e le cause che non hanno consentito al paracadute principale a quello di emergenza e al sistema automatico - quello che entra in funzione, in caso di malore del militare, a 900 piedi d’altezza (300 metri) - di salvare la vita all’alpino paracadutista. Sarà difficile anche ricostruire quale istruttore ha materialmente controllato, dopo il primo lancio sui cieli di Tassignano, il paracadute a vela una volta ripiegato dal caporal maggiore.
Il funerale. Ieri mattina alle 11 monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli, ha celebrato in una cattedrale gremita i funerali di Fabio Comini. C’erano i genitori, i nonni e la sorella e gli amici ultras dell’Ascoli e di Casapound che all’uscita del feretro dalla chiesa hanno intonato l’inno di Mameli. In prima fila anche le autorità militari: il sottocapo di stato maggiore dell’Esercito, generale Giovan Battista Burrini e il comandante del IV reggimento alpini di Verona.
(l.t.)
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