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Il COMMENTO / Ma Puccini può essere solo contorno?
MARCO INNOCENTI. Ricapitoliamo.
Via, finalmente, alla promozione sul web. Altra promozione affidata alla stampa specializzata (solo italiana?). Niente sforzi per la presenza di Lucca all’Expo, sulla cui efficacia si nutrono forti dubbi, e niente Puccini come primario punto di riferimento. In questo modo il Comune, con pochi spiccioli a disposizione e senza il supporto dell’Apt, vuol provare a comunicare al mondo una Lucca dai ritmi lenti, con tanti tesori da vedere con calma. E Puccini? Anche le opere (ma eseguite quando, dove e da chi: oggi l’unica offerta è rappresentata dai concerti di Colombini, ostracizzato dall’amministrazione comunale e dal Teatro del Giglio) saranno una componente, ma non la priorità assoluta.
Che dire? Altre città natali di compositori o personaggi famosi sui loro figli illustri basano quasi tutta la promozione, con grande vantaggio. Senza andare a Salisburgo per Mozart, basta pensare a quello che fanno Recanati per Leopardi o le città che hanno visto la presenza e l’opera di Verdi in Emilia.
Lucca, che fino a una decina di anni fa ha costantemente e pervicacemente rinnegato la figura e soprattutto i costumi di Puccini, sceglie un’altra strada. Non è una novità: lo stesso comportamento si è notato per l’altro pilastro della storia della città, le Mura. Le celebrazioni per il Cinquecentenario potevano essere un’occasione formidabile, ma l’esito è stato davvero deludente.
Ci scusiamo con i lettori che si annoieranno a leggere concetti che ripetiamo da tempo. Non basta l’impegno e la buona volontà di amministratori come Lemucchi, comunque apprezzabili, per dare la svolta che la città potrebbe avere dalla definitiva affermazione come capitale del turismo di qualità. Per una promozione adeguata servono competenze specifiche, conoscenze ed esperienza.
Bisognerebbe crederci e investire, ma la managerialità costa. E forse fa ombra ai politici.
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