Il Tirreno

Lucca

BANCAROTTA FRAUDOLENTA

Arrestati gli amministratori di Italia Digital

La sede di Italia Digital a Lucca: arrestati i coniugi Ciampi, amministratori dell'azienda
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La sede di Italia Digital a Lucca: arrestati i coniugi Ciampi, amministratori dell'azienda

Ottocento clienti truffati dall'azienda lucchese ora fallita che commercializzava materiale informatico. Per la procura i coniugi Ciampi si sarebbero appropriati del denaro dei clienti per un importo di oltre 760mila euro.    

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LUCCA. Finiscono agli arresti domiciliari con l'accusa di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale Daniela Simonetti e Gianfranco Ciampi amministratori della società Italia Digital, dichiarata fallita dal tribunale, accusati di aver truffato almeno 800 clienti provenienti da tutta Italia. L'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta dei sostituti Enrico Corucci e Piero Capizzoto è stata eseguita dalla Compagnia della Guardia di Finanza dopo che è emerso che gli amministratori della Italia Digital, i coniugi Ciampi, hanno svuotato di liquidità le casse aziendali appropriandosi del denaro. Solo nel periodo che va dal primo novembre al 19 dicembre 2014 secondo l'accusa la società avrebbe incamerato bonifici da parte di clienti per oltre 760mila euro. Con i soldi truffati e il prosciugamento dei conti aziendali gli amministratori avrebbero acquistato un appartamento, un'auto, estinto prestiti personali e prelevato denaro contante oltre ad aver girato ingenti somme su altri conti correnti a loro riconducibili.

Precedentemente il sostituto procuratore Giuseppe Amodeo che indaga per il procedimento legato alle truffe perpetrate ai danni dei clienti della Italia Digital - che commercializzava il suo materiale informatico su sette siti web e aveva improvvisamente cessato di spedire la merce ai vari clienti scusandosi con una email preimpostata - aveva sottoposto a sequestro denaro per circa 140mila euro giacente su conti correnti bancari e postali degli indagati, un contratto di compravendita di un'unità immobiliare del valore di 210mila euro e, più di recente, un'auto che vale ventimila euro.  Ad oggi in procura sono giunte 670 denunce per truffa per un valore complessivo di 540mila euro.     

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