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PORCARI

Via quei manifesti offensivi per le donne

PORCARI. Alcuni manifesti pubblicitari troppo osé sono stati rimossi dal Comune negli ultimi mesi. L'ultimo raffigurava un'avvenente e provocante immagine di una donna in bella mostra su un maxi-cart...

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PORCARI. Alcuni manifesti pubblicitari troppo osé sono stati rimossi dal Comune negli ultimi mesi. L'ultimo raffigurava un'avvenente e provocante immagine di una donna in bella mostra su un maxi-cartellone all'altezza di una rotonda non lontana dal centro. La rimozione è stato il risultato della protesta di alcuni cittadini, ma soprattutto dell'ordinanza in vigore da oltre un anno, dal dicembre del 2013, voluta dal sindaco Alberto Baccini.

Niente manifesti o “vele” mobili che promuovono, per dire, spettacoli a luci rosse o pubblicità di qualsiasi genere con immagini della donna sessualmente troppo allusivi su strade, piazze e rotonde. E il provvedimento è stato efficace in questi sedici mesi.

«Non ci sono state multe – spiega il sindaco - ma negli ultimi mesi ci sono stati alcuni episodi, almeno tre o quattro dopo l'entrate in vigore dell'ordinanz,a in cui abbiamo provveduto a fare rimuovere i manifesti. In genere l'effetto deterrente ha funzionato, le pubblicità troppo “spinte” sono sparite».

L'ordinanza mette al bando pubblicità che “offendono l’immagine e la dignità della donna e possano recare offesa al decoro pubblico per il contenuto erotico o comunque tale da offendere la dignità delle donne”.

Insomma, dice il primo cittadino, «abbiamo voluto che non ci fossero messaggi sessisti o di violenza in riferimento al corpo della donna. Gli spazi pubblicitari quindi dovranno rispettare questi principi. Non è una forma di bigottismo, ma una battaglia culturale», precisa Baccini. Il provvedimento nasce dalla sensibilità di molti cittadini infastiditi da pubblicità “che trasmettono un'immagine della donna come oggetto di consumo ed appeal sessuale, con nudi troppo osceni che offendono la dignità di tutti”.

I controlli spettano ai vigili. «Ma io stesso ho segnalato alcune situazioni passando in giro a piedi per il paese o in auto», dice Baccini. E quando gli diciamo che anche il sindaco Marino a Roma ha vietato affissioni pubblicitarie che associano la donna sessualmente all’idea di oggetto o commercio, il collega Baccini ha un sussulto d'orgoglio. «Non lo sapevo e mi fa piacere, significa che la sensibilità di Porcari è forte, tanto da riuscire a precedere anche una città importante come Roma». (n.n.)

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