Il Tirreno

Lucca

Il COMMENTO / Scelte mai fatte: ora non rimane che pagare sempre di più

di Marco Innocenti

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LUCCA. Davvero pessima la quarantennale politica degli enti locali in materia di trattamento di rifiuti e scarti di produzioni. Terrorizzati dalle reazioni e dalle opposizioni, in tanti casi sacrosante, dei comitati e dei cittadini che si battevano contro impianti altamente inquinanti come l’inceneritore di Nave, per decenni gli amministratori hanno accuratamente evitato di proporre soluzioni serie alla questione dello smaltimento, che costa ai cittadini sempre di più, soprattutto per l’entità della somma che se ne va nel pagamento del trasporto verso discariche della regione e di altre regioni. C’è stato anche, tra i politici, chi è arrivato a sostenere che era giusto non costruire impianti di trattamento in Lucchesia, perché già il territorio era penalizzato dai pozzi che sottraggono acqua dal Serchio per portarla a Pisa e Livorno.

L'INCHIESTA Ecco perche sale la bolletta dei rifiuti

Così, mentre sorgevano uno dopo l’altro tanti piccoli impianti per le biomasse o altri scarti di lavorazione, niente si è fatto per dotare la Lucchesia della struttura per il compostaggio che permetterebbe di abbattere i costi di smaltimento e alleggerire le bollette di Sistema Ambiente, oltre a ridurre la circolazione dei camion che contribuisce non poco a rendere sempre più fitto lo smog. Nemmeno il sindaco di Capannori, Giorgio Del Ghingaro, ce l’ha fatta a imporre il suo decisionismo per l’impianto a casa del Lupo. Non resta che pagare, sempre di più.

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