Italia
Rubata nella chiesa una tela del 1700 del pittore Lombardo
Lucca, ladri in azione alla parrocchia di S. Andrea a Tempagnano. Via il dipinto raffigurante la Madonna con il bambino
LUCCA. Furto su commissione nella notte tra venerdì e sabato nella chiesa di S. Andrea a Tempagnano. Dopo essere entrati da una porta laterale - quella che storicamente era riservata all’ingresso degli uomini e che si trova in una zona meno esposta alla strada d’accesso - i malviventi si sono diretti verso un altare laterale e, dopo esserci saliti sopra, sono riusciti a staccare dalla parete posta a tre-quattro mesi d’altezza un dipinto su olio di pregevole fattura e risalente alla prima metà del Settecento. Si tratta di un quadro 75x57 raffigurante la Madonna con bambino a cui offre i fiori. Un’opera inventariata e attribuita al pittore lucchese Giovanni Domenico Lombardi che nacque a Lucca nel 1682 e morì nel 1751 e i cui capolavori possono essere ammirati non solo in Lucchesia (Gallicano, S. Maria Foris Portam, San Frediano o museo nazionale di villa Guinigi), ma anche in altre chiese e musei italiani. La tela si trovava all’interno di una teca che è stata aperta attraverso una leggera pressione. Un quadro di notevole valore artistico, ma anche di alto valore spirituale.
La scoperta. A dare l’allarme è stata la perpetua che al mattino ha notato la porta d’ingresso laterale aperta e ha subito avvertito il parroco don Simone Giuli che si occupa della cure dei fedeli di Tempagnano, Antraccoli e Picciorana: «È la prima volta che nella chiesa rubano oggetti sacri. Tra l’altro i ladri hanno cercato, senza riuscirvi, di rubare anche un’altra tela di pregio che si trova in un angolo dell’edificio sacro. Le porte della chiesa sono sempre aperte ai fedeli, ma dopo quanto è accaduto credo che prenderemo maggiori precauzioni e contiamo, con l’aiuto di tutti, di installare un sistema d’allarme per non correre il rischio di venire depredati dei nostri tesori. Di sicuro siamo di fronte a professionisti del crimine che hanno agito di notte sapendo di non trovare ostacoli. Sono andati a colpo sicuro: volevano quel dipinto e se lo sono presi. Non credo nemmeno che abbiamo utilizzato una scala per salire sino al punto dove si trovava la teca con il quadro. È bastato salire sull’altare laterale per arrivare all’opera d’arte».
Sospetti. Le forze dell’ordine, subito avvertite dal sacerdote, stanno effettuando riscontri e accertamenti per cercare di arrivare agli autori e ai committenti. «Sospetti? Nei giorni precedenti al furto mi hanno detto in parrocchia che mi stava cercando una persona alta e robusta che chiedeva informazioni sulla mia presenza in canonica e sugli orari delle funzioni liturgiche. Potrebbe essere qualcuno che s’informava sulla mia presenza in chiesa per poter agire indisturbato».
Valore affettivo. «Quel quadro non aveva soltanto un valore economico, non era solo un elemento decorativo, ma era soprattutto un oggetto di culto. Un luogo di preghiera con tanto di ceri votivi. I parrocchiani erano devoti e affezionati a quel meraviglioso dipinto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
