Il Tirreno

Lucca

Festival, il giorno del ministro Boschi

di Nadia Davini
Festival, il giorno del ministro Boschi

Parlerà della riforma del volontariato e del terzo settore Ieri il saluto al nuovo capo della protezione civile Curcio

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LUCCA. «Il volontariato è costanza, è pratica quotidiana che quasi infastidisce, pungola: mostra un modo di fare differente». Parole che riecheggiano e fanno riflettere quelle che hanno chiuso la seconda giornata di Festival del Volontariato, preparandosi ad accogliere i numerosi appuntamenti che oggi animeranno il Real Collegio in quella che è la giornata più densa e più attesa della quattro-giorni. Nel tardo pomeriggio, infatti, il ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti col Parlamento, Maria Elena Boschi racconterà la riforma del terzo settore, annunciata proprio a Lucca lo scorso anno dal premier Renzi, discutendone con il presidente del Centro Nazionale per il Volontariato, Edoardo Patriarca e con il vicedirettore del Corriere della Sera, Giangiacomo Schiavi.

“Giovani, solidarietà e politica. Laboratori di socialità ed educazione alla cittadinanza”, è invece il titolo dell'iniziativa che nella tensostruttura di piazza Napoleone vedrà il ministro Stefania Giannini confrontarsi con i ragazzi delle scuole superiori lucchesi sul tema del gioco d'azzardo ed educativo, uso consapevole del denaro e usura e sui temi del bullismo.

Il Festival del Volontariato è stata anche la manifestazione che ha accolto la prima uscita pubblica del nuovo capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio che ieri pomeriggio ha partecipato al convegno dedicato all’informazione nelle emergenze. Dai migranti alla nuova legge delega per il riordino delle norme in materia di protezione civile, dall'educazione costante alle emergenze, questi i temi affrontati da Curcio, che vede nella consapevolezza e nella presa di coscienza la strada principale per diventare un paese finalmente pronto ad affrontare le emergenze. Come enti, ma soprattutto come cittadini, attori principali della sicurezza del territorio.

«Non c'è coscienza - spiega Curcio - Nel 2015 non è possibile morire in un sottopasso. Né perché incautamente si va sulle rive del fiume in piena. Questi sono morti che non possiamo permetterci». Per questo motivo ad esempio a ottobre prossimo in 400 piazze italiane si terrà la campagna “No Rischio”, perché «ci vogliono cultura di prevenzione e conoscenza del rischio e poi le istituzioni devono fare la loro parte». Sui tagli Curcio ha aggiunto che devono essere lo stimolo per fare le scelte giuste.

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