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Artigiani, 2014 da incubo 451 imprese in meno
I dati di Cna mettono Lucca al top della classifica delle cessazioni in Toscana Dal 2008 i fatturati delle aziende si sono ridotti di circa un terzo
LUCCA. 451 imprese in meno rispetto al 2013 e un giro d'affari che si è ridotto di circa un terzo rispetto al 2008. Sono i dati che Cna si trova davanti oggi, giorno nel quale eleggerà il suo nuovo presidente provinciale. Durante l’assemblea saranno illustrati i dati dell'Osservatorio regionale sull'artigianato, che sono poco rassicuranti perché vendono oltre 2.000 imprese in meno in Toscana solo nel 2014 e oltre 9mila in meno dal 2008 a oggi. Secondo i dati di Infocamere Toscana, l'artigianato paga a carissimo prezzo la crisi che ha pesantemente danneggiato i consumi e minato la fiducia delle famiglie.
Sempre a livello regionale, si è tornati indietro di oltre 15 anni, se si pensa che il 31 dicembre scorso le aziende artigiane era 109.491, un dato inferiore ai livelli del 2000, quando erano poco meno di 111.000.
Purtroppo Lucca è tristemente al top nella classifica regionale: con 451 imprese in meno e appena sotto Firenze (che ne ha perse 581) ma ben al di sopra di tutte le altre province. Per quanto riguarda i vari settori, le costruzioni sono il comparto in cui l'artigianato continua a pagare il prezzo più alto alla crisi (-1.566); in controtendenza abbigliamento (+93) e pelletterie (+76), sostanzialmente stabile l'alimentare (+24).
Ma al di là dei lati negativi a preoccupare è la profonda crisi di medio periodo che ha colpito l'artigianato toscano dall'inizio degli anni 2000 con profondi processi selettivi che continuano a interessare l'economia artigiana della nostra regione, il cui giro d'affare si è contratto di circa un terzo dal 2008. In poche parole parliamo di un settore ancora molto fragile con prospettive che continuano a essere orientate alla neutralità o alla crescita zero.
I segnali positivi si vedono dall'indagine dei sentimenti condotta di recente da Cna Toscana che su un campione di imprenditori prevede per il 2015 miglioramento un po' su tutti gli indicatori e i livelli produttivi e di fatturato sono attesi in recupero, ma il quadro generale presenta un profilo di sostanziale stazionarietà. Il fatto che non si preveda un inizio di ripresa è testimoniato però dallo scarso rilievo della spesa per gli investimenti poiché solo il 20,8% prevede di effettuarne nel corso del primo semestre 2015. Sono numeri che certificano il tributo che le imprese artigiane hanno pagato, e continuano a pagare, alla crisi. Dal 2008 al 2014 è stato un bollettino di guerra: la congiuntura ha messo al tappeto 9.335 artigiani con la perdita di oltre 28.000 posti di lavoro.
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