Italia
Il dolore che unisce una comunità «Qui per dare forza alla famiglia»
LUCCA. La signora si avvicina al cronista mentre la folla sta lasciando il piazzale della chiesa dell’Arancio e confida: «Sa, io l’altra mattina ho visto il corpo in terra. Poverino, l’hanno...
LUCCA. La signora si avvicina al cronista mentre la folla sta lasciando il piazzale della chiesa dell’Arancio e confida: «Sa, io l’altra mattina ho visto il corpo in terra. Poverino, l’hanno ammazzato come un cane, da solo». Ma lei - è la domanda - conosceva Sodini? «No - spiega l’anziana - ma ho pensato che fosse giusto essere qui questo pomeriggio». E come lei tanti altri. Perché ai funerali di Francesco Sodini non ha partecipato solo chi lavora alla Lucart, chi conosceva il caporeparto o chi ha rapporti con la famiglia. La cerimonia nella chiesa dell’Arancio è stata anche un omaggio di un’intera comunità a una famiglia colpita da una tragedia che ha scosso anche chi non aveva mai conosciuto o sentito parlare di Sodini.
«Vede - spiega Marcello Martinelli, che abita in via dona Lazzari - fino a qualche anno fa la nostra zona non aveva una buona fama. Poi le cose sono cambiate, per fortuna. Fino a questo choc che ci ha colpiti tutti, martedì mattina. Ed essere qua è anche un modo per far capire che siamo vicini alla famiglia di Sodini».
Non c’è - o se c’è è ridotta al minimo - la tendenza a una sorta di “voyerismo macabro” che ogni tanto fa capolino in occasioni come queste. Chi non è legato direttamente alla famiglia della vittima si tiene a distanza dalla salma e dai familiari, riconoscendo implicitamente il loro diritto alla riservatezza e a un dolore da condividere solo con le persone più vicine.
Sul sagrato della chiesa si parla anche dell’omicida, di Massimo Donatini. E nei suoi confronti ci sono parole (ovviamente) di condanna, ma senza venature di vendetta. Perché - come dice Marina Morovelli - «in questa storia ci sono due vittime. E oltre al morto, la seconda è proprio Donatini, che ha rovinato la vita a sé stesso e a tutta la propria famiglia».(l.c.)
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