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OGGI I funerali all’arancio

In campo con il lutto al braccio, così il basket saluta Stefano

In campo con il lutto al braccio, così il basket saluta Stefano

LUCCA. Oggi alle 15,30 nella chiesa dell’Arancio l’ultimo commosso saluto a Francesco Sodini, strappato all’affetto della famiglia a colpi di pistola nell’agguato di martedì sotto casa, in piazza...

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LUCCA. Oggi alle 15,30 nella chiesa dell’Arancio l’ultimo commosso saluto a Francesco Sodini, strappato all’affetto della famiglia a colpi di pistola nell’agguato di martedì sotto casa, in piazza Salvo D’Acquisto.

E il mondo della pallacanestro lucchese, sport prediletto dal caporeparto della Lucart ucciso sotto casa, scenderà in campo nel nome della vittima dell’agguato e per sostenere i suo figli, Damiano e Riccardo.

Dopo la partecipazione al rito funebre le squadre si prepareranno per scendere in campo. Stasera alle 21 alla Matteotti a Sant’Anna inizieranno i play-off di serie D per la Libertas che affronterà il Cus Pisa di coach Cristiano Forti, che proprio lo scorso anno allenava Damiano e che fin da subito si è mosso per stargli vicino.

Scendere in campo stasera avrà per tutti un retrogusto amaro che va per certi versi a intaccare il piacere della storica prima volta dei biancorossi alla post season.

«Abbiamo inoltrato la richiesta e ottenuto di giocare con il lutto al braccio – spiega l’allenatore Maurizio Romani –. Prima dell’incontro poi osserveremo un minuto di raccoglimento.

«Francesco era una persona discreta e un grandissimo appassionato, presente a tutte le nostre partite e anche stavolta sarebbe stato in tribuna a vedere Libertas-Cus Pisa.

«Era un uomo di basket e credo che un bel modo per onorarne la memoria e rispettarlo sia riempire la palestra, poi noi ci impegneremo a fare la miglior partita possibile».

Oggi nella chiesa dell’Arancio ci saranno anche i ragazzi dell’Under 19 Regionale che hanno fatto preparare un cuscino di fiori e poi lunedì scenderanno in campo anche loro, come tutte le squadre lucchesi, con il lutto al braccio e con un minuto di silenzio prima della palla a due.

Perché il miglior modo di ricordarlo e di essere vicino alla famiglia è continuare a giocare.

Alessandro Petrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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