Il Tirreno

Lucca

La Corte dei Conti accoglie il ricorso dell’ex sindaco Balleri

di Luca Cinotti

Escluso il danno erariale per la cessione di due immobili di proprietà del Comune. Ma sono da pagare le spese legali

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LUCCA. Non ci fu danno erariale nella vicenda della cessione di due immobili comunali (la Pensione Serena e Casa Valeri), poi pignorati e finiti all'asta. Lo ha deciso, in appello, la Corte dei Conti accogliendo il ricorso dell'ex sindaco di Bagni di Lucca Stefano Balleri, che dalla procura contabile era stato ritenuto colpevole di un danno erariale di oltre 100.000 euro. Balleri, il cui comportamento è stato comunque duramente censurato dai giudici contabili, è stato condannato a pagare 10.000 euro per le spese legali e amministrative e i mancati introiti affrontati dal Comune.

La vicenda arriva dall'ormai lontanissimo 1991, quando il Comune decide di cedere alla Setur i due immobili, oltre ad affidarle in concessione trentennale il Grande albergo delle Terme. Il corrispettivo dell'affare era di 400 milioni di lire, che la Setur avrebbe dovuto pagare con la ricostruzione dell'albergo e la ristrutturazione dell'ultimo piano della Pensione Serena.

Peccato che, per una serie di problemi contrattuali, i lavori non furono mai eseguiti. Nel 1993, tuttavia, il consiglio comunale decise di non annullare il contratto. Solo nel giugno 1994 dichiarò risolta la convenzione per l'albergo, ma non il resto del contratto. La situazione precipita quando nel 1995 una società iscrive un'ipoteca nei confronti della Setur su Pensione Serena e Casa Valeri. Nell'ottobre 1996 (amministrazione Valeri) il contratto venne finalmente risolto, ma il termine del 30 aprile 1997 per la consegna degli immobili non venne rispettata. Decisivo quelloc che avviene in quattro giorni nel luglio del 1997: il 10 la creditrice della Seitur trascrve un pignoramento degli immobili e il 13 luglio il Comune trascrive la "retrocessione" degli immobili. Tre giorni di ritardo che, di fatto, sottrassero i due edifici al patrimonio comunale inserendoli invece nel successivo fallimento della Setur. Con il risultato che, nel 2002, vennero venduti all'asta.

La procura regionale della Corte dei Conti ha sostenuto che il sindaco Balleri avrebbe ritardato a trascrivere in conservatoria la delibera di consiglio comunale che avrebbe comportato la riacquisizione degli immobili al patrimonio del Comune. Quantificando il danno in 200.000 euro, con una "traduzione" nel nuovo conio dei vecchi 400 milioni di lire.

Già in primo grado il giudice aveva ridimensionato questa ricostruzione, sulla base dell'esistenza di un accordo transattivo fra Comune e Setur, con quest'ultima che versava 300 milioni di lire. Soldi ai quali vanno aggiunti i quasi 60 milioni per oneri di urbanizzazione non utilizzati. Il giudice di primo grado, quindi, ha sottratto questi 185.000 euro ai 200.000 iniziali, arrivando a una condanna di 14.622,72 euro, poi ulteriormente ridotta del 50%. A questa posta ne è stata aggiunta un'altra di 10.000 euro, "scaturente dal presumibile importo delle spese legali e amministrative affrontate e dai canoni che sarebbero derivati dalla vocazione dei due immobili".

I giudici di appello, però, hanno tenuto conto anche di altri 93.499 euro arrivati dalla curatela fallimentare della Setur: soldi, che di fatto, hanno "azzerato" il danno erariale contestato a Balleri. Che, però, viene comunque ritenuto "gravemente colpevole" per "ritardi e omissioni che hanno caratterizzato, nei momenti più delicati, la gestione della vicenda". Rimane in piedi, secondo la sezione di appello della Corte dei Conti, la posta dei 10.000 euro dei danni, non appellata da Balleri e quindi passata in giudicato.

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