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Più soldi dai fondi europei

Più soldi dai fondi europei

La Garfagnana si piazza al secondo posto nella lista delle aree interne

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CASTELNUOVO. Garfagnana al secondo posto come area interna della Toscana. Un importante risultato per tutto il territorio in vista dell'avvio della progettualità e dei nuovi sviluppi che riguardano le aree interne. L'Unione Comuni è stata capofila del progetto che coinvolge anche la Lunigiana, la Mediavalle e l'Appennino Pistoiese oltre ad altri soggetti pubblici e privati. Il progetto interesserà infatti l’area della Toscana nordoccidentale, un territorio cerniera tra la Regione Toscana, la Liguria e l’Emilia, caratterizzato: da un elevato valore paesaggistico e ambientale, da comuni problematiche e comuni potenzialità, in cui è necessario sviluppare programmi di intervento omogenei per una sua adeguata valorizzazione.

Il progetto individua azioni volte principalmente a garantire i servizi essenziali ai cittadini in termini di collegamenti e infrastrutture (sviluppo della mobilità stradale e ferroviaria, dei trasporti, ma anche superamento del digital divide e copertura dei territori con la banda ultra larga), di tutela e sicurezza del territorio (sia come manutenzione idraulica del territorio, sia come mitigazione del rischio sismico, sia come valorizzazione del paesaggio) di sicurezza sanitaria e sociale, di istruzione e formazione (telematica e digitalizzazione delle scuole) fino allo sviluppo di azioni di mercato, e di marketing territoriale.

«Secondi per un pelo – commenta il presidente Paolo Fantoni – ma comunque siamo nelle condizioni per avviare tanti progetti. Oltre ai contributi statali, ci sarà il sostegno della Regione. Lo status di area interna fa aggiungere la riserva di almeno l’1% sui fondi europei della programmazione ordinaria. È solo questione di attendere l’accordo di programma quadro fra il nostro ente, la Regione ed i ministeri competenti, rinviata solo di qualche mese rispetto alla scadenza prevista di settembre che comunque non dovrebbe superare i primi mesi del 2016. Abbiamo raggiunto un importante risultato, frutto di un serio e attento lavoro – chiude Fantoni – che permetterà di affrontare la nuova sfida dei fondi europei 2014/2020 su progettualità di area vasta e con importanti risorse aggiuntive».

Luca Dini

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