Polo Fiere, ribaltata la sentenza di primo grado
L'ex sindaco Favilla, l'allora segretario Torturici e i consiglieri della maggioranza di centrodestra erano stati assolti dall'accusa di danno erariale. Ma i giudici d'Appello concordano con la procura e rinviano gli atti alla corte regionale
LUCCA. Ogni testa una sentenza. L'antico detto latino non si smentisce neanche per quanto riguarda la decisione della Corte dei Conti che in primo grado aveva assolto - senza rilevare danni all'Erario comunale - l'ex sindaco di Lucca, Mauro Favilla, l'ex segretario comunale Serafino Torturici e i consiglieri di maggioranza che nel 2010 votarono a favore della ricapitalizzazione in due tranches del Polo Fiere. Ballavano 700mila euro di cui 300mila per il solo ex primo cittadino e 400mila per i restanti venti imputati. La sentenza di primo grado è stata ribaltata da quella d'Appello a circa un anno dal primo pronunciamento dopo il ricorso promosso dalla procura regionale della corte dei Conti. I giudici d'Appello hanno rilevato che esiste un legame solido tra la controllata Lucca Polo Fiere e la controllante Lucca Holding srl con effetti diretti anche sul bilancio comunale. Per la procura della corte dei Conti la Lucca Holding "non opera liberamente nel mercato in un'ottica commerciale, ma gestisce sotto la direzione del Comune socio unico le partecipazioni d'interesse visto che ne detiene integralmente il capitale". Una tesi accorta dalla Corte d'Appello della corte dei Conti che ha rinviato così gli atti alla corte dei conti regionale. Il processo così riparte daccapo con il tribunale - in diversa composizione - che dovrà giudicare sulla responsabilità dell'ex sindaco e dei consiglieri di maggioranza che votarono a favore
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