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«Negozi storici senza tutele agiscano Comune e Belle Arti»
LUCCA. Arrivano tutti da fuori Lucca i nuovi marchi con punti vendita nel centro storico. Mentre chiudono i battenti negozi lucchesi, come è accaduto nei giorni scorsi all’outlet di abbigliamento...
LUCCA. Arrivano tutti da fuori Lucca i nuovi marchi con punti vendita nel centro storico. Mentre chiudono i battenti negozi lucchesi, come è accaduto nei giorni scorsi all’outlet di abbigliamento Gerald in via San Paolino. Confcommercio è contrariata, come testimonia l’analisi del suo direttore Rodolfo Pasquini. «Tra il 2008 e il 2009 - spiega - avevamo chiesto all’amministrazione l’applicazione di un piano delle funzioni della città che tutelasse l’interesse di negozi storici, vetrine e insegne storiche: non si può accettare che all’interno di un fondo con queste caratteristiche possano aprire attività con prodotti monomarca e standardizzati come nella galleria di un aeroporto».
Un piano di funzioni però non è mai stato applicato. «Se vuoi salvaguardare la città - continua Pasquini - questo è l’unico modo. Avevamo chiesto che si adottasse un piano come scelta politica, in cui opposizione e maggioranza lavorano insieme per la salvaguardia di un bene civico».
«Siamo sempre in tempo però - sottolinea il direttore di Confcommercio Lucca e Massa Carrara -. Significherebbe tante cose riuscire ad applicare un piano che tutelasse i negozi storici. Potrebbe diventare anche una chance per intervenire in situazioni come quella del Caffè Di Simo: un locale storico, citato sulle guide turistiche. I turisti vengono incoraggiati a recarvisi: peccato che quando arrivano si trovano davanti una saracinesca e una vetrina polverosa, le ragnatele. Il nostro vuole essere un grido d’allarme che deve essere sentito da chi guida la città. È bene salvaguardare la Casa del Boia e le Mura, sono stati importantissimi e preziosi gli interventi della Fondazione Crl, che ringraziamo. Ma occorre che una forza politica porti avanti le istanze relative a un corretto utilizzo della tassa di soggiorno, a strategie promozionali mirate della città. Auspico un intervento della Soprintendenza per la tutela dei negozi storici, anche nel caso del Caffè di Simo. Non si può vedere un locale di questo valore in abbandono: si tratta di un luogo storico e va tutelato, perché non espropriarlo invece di lasciarlo così». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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