Il presidio
Carta da macero abbandonata vicino alle case di S. Concordio
Salgono il malcontento e la protesta di chi vive nelle immediate vicinanze dello scalo merci ferroviario «Non sappiamo chi sia il responsabile dello scempio». I cumuli sono ricettacolo di topi e di insetti
LUCCA. Due grosse montagne di carta da macero che da quasi 9 mesi giacciono in stato di abbandono vicino a decine di abitazioni non sono uno spettacolo edificante. Soprattutto se quei cumuli ormai marciti dal tempo sono diventati rifugi per topi e insetti di ogni tipo, pericolosi per la salute dell’uomo. Succede allo scalo merci di San Concordio dove decine di cittadini sono stufi di una situazione che si protrae nel tempo che, con l’arrivo della bella stagione minaccia di degenerare. A denunciare il fatto è Dante Lembi che abita nelle vicinanze, il quale apre le porte di un suo appartamento che si affaccia sul “panorama” della discarica per far verificare ciò che dal basso è impossibile vedere, visto che l’area è inaccessibile ai non addetti ai lavori e chiusa da cancelli.
Non si riesce a quantificare l’entità delle montagne di carta, ma si tratta di diversi quintali di merce, probabilmente ormai inutilizzabile anche per il riciclo e quindi destinata alla distruzione, sia per lo stato in cui si trova, ma anche perché la presenza di insetti e roditori sicuramente ne altererebbero la qualità.
«Non sappiamo chi sia il responsabile di tutto questo - dice Lembi - perché nessuno degli abitanti di questa zona è riuscito a parlare con qualcuno in grado di fornire una risposta. Abbiamo più volte suonato anche il campanello dello scalo merci, ma inutilmente, poiché stranamente nessuno risponde».
Non è dato sapere da quale azienda proviene la carta abbandonata. Di certo si sa che qui, prima dell’attivazione dello scalo merci del Frizzone, avveniva il trasloco della carta da macero dai camion delle cartiere sui treni diretti in Germania, dove avrebbe subito la trasformazione per il riutilizzo. Generalmente il carico si svolgeva sui mezzi di trasporto, ma anche quando per qualche ora rimaneva a terra, magari in attesa di vagoni più capienti, la cosa poi si risolveva senza intoppi.
Adesso per gli abitanti la situazione diventa sempre più complicata e inaccettabile e si teme anche per un eventuale incendio che potrebbe scaturire con l’autocombustione della carta e estendersi al canneto attiguo, anch’esso incolto che si trova proprio sotto il condominio.
In questo caso le fiamme impiegherebbero pochi secondi per attaccare anche i grossi tronchi delle piante abbattute e lasciate a terra, anch’esse a pochi metri dalle abitazioni. Insomma una situazione ormai insostenibile che rischia di incancrenirsi e provocare danni seri a cose e persone. «Non sappiamo più a chi rivolgerci, conclude Lembi, e ci appelliamo al buon senso delle Ferrovie dello Stato, affinché si faccia luce al più su questo problema che sta assillando decine di famiglie».
Rossella Lucchesi
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