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Lucca

Il Tar ha deciso: il canile di Pontetetto sarà gestito dall’Enpa

di Luca Cinotti
Il Tar ha deciso: il canile di Pontetetto sarà gestito dall’Enpa

I giudici hanno rigettato il ricorso della coop Ponteverde che il Comune aveva escluso dalla gara dell’affidamento

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LUCCA. Il Comune di Lucca ebbe ragione nell’escludere la cooperativa pisana “Ponteverde” dalla gara per gestire il canile di Pontetetto, confermando così di fatto l’Enpa nel ruolo che ricopre ormai da diversi anni. Lo hanno stabilito i giudici del tribunale amministrativo regionale della Toscana, che hanno respinto il ricorso presentato dalla cooperativa.

La vicenda aveva avuto il suo punto di picco poco prima di Natale. Il 10 dicembre erano stati aperti i plichi dell’offerta di qualità: per Enpa il massimo (70 punti), per Pratoverde 51. Situazione rovesciata quando, il 18, si era esaminata la proposta economica: ribasso dell’1% per Enpa, del 15% per la coop. Che - dunque - si sarebbe aggiudicata la gara triennale da oltre 600.000 euro. A quel punto il colpo di scena: il rappresentante di Enpa aveva segnalato alcune presunte incongruenze fra gli scopi statutari di Pratoverde e il contenuto del bando di concorso.

La commissione si era presa qualche giorno di tempo per decidere: il 24 dicembre, vigilia di Natale, il Comune aveva infine deciso di escludere la coop dalla gara e di (ri)assegnare il servizio a Enpa. Il motivo? La cooperativa, nel proprio scopo sociale, annoverava fra l’altro il «servizio di allevamento, custodia e accudimento animali domestici, apicultura», ritenuto non compatibile con le funzioni messe a bando.

Versione rigettata dalla cooperativa, che aveva deciso di ricorrere al Tar. Ma i giudici hanno confermato la “versione” di palazzo Orsetti ricordando che l’appalto era «per un servizio comprendente, oltre alla gestione del canile e del gattile municipale, anche la cattura di cani randagi e gatti che abbiano subìto incidenti, nonché il servizio quotidiano di pronto soccorso veterinario e profilassi sanitaria degli animali». Queste ultime attività, argomentano i giudici, «appaiono estranee all’allevamento, custodia e accudimento di animali domestici», attività della cooperativa. Ora, secondo i giudici, i documenti del bando rendevano esplicita che ci dovesse essere corrispondenza fra le previsioni della gara e le attività dei concorrenti. Il Tar ha anche condannato la Pratoverde a pagare 1.500 euro di spese al Comune e 1.500 a Enpa.

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