Meteo
Le ordinanze sullo smog? Sono carta straccia
Non si fanno i controlli sul riscaldamento né negli uffici pubblici, né nelle case private. E tanto meno sui caminetti
LUCCA. Le regole ci sono, l’ordinanza di limitare l’accensione dei riscaldamenti anche. Ma i controlli - unico strumento di verifica sull’effettivo rispetto dei contenuti dell’ordinanza - non vengono eseguiti.
L’ordinanza in questione è quella relativa alla concentrazione di polveri fini nell’aria. Parte, in base a quanto previsto dalla normativa regionale e dall’ultimo Pac (piano di azione comune) dopo il quindicesimo sforamento del limite consentito di cinquanta microgrammi per metro cubo di Pm10.
L’ordinanza vale per il territorio comunale e obbliga, in teoria, i cittadini residenti a contenere le ore di accensione dei riscaldamenti e la temperatura (non oltre i diciotto gradi) per attenutare il loro impatto sulla qualità dell’aria esterna.
Una serie di strutture sono esenti dagli obblighi dell’ordinanza. Sono in primo luogo le strutture sanitarie, come confermano dall’Asl 2, la quale però sottolinea che «sono state date, per il risparmio energetico, indicazioni di abbassare le temperature negli orari notturni e di tenere spento il riscaldamento quando le strutture non sono utilizzate (ad esempio strutture territoriali come distretti sanitari)». Non rientrano nell’esenzione dagli obblighi gli uffici amministrativi dell’Asl: per questi valgono le regole dell’ordinanza (come per gli edifici pubblici in genere). Esenti dall’ordinanza anche le scuole, compreso le superiori, come sottolinea l’assessore provinciale Mario Regoli («i riscaldamenti nelle scuole hanno limiti di accensione diversi dalle civili abitazioni, non siamo coinvolti dalle ordinanze»).
Gli obblighi di limitare l’uso del riscaldamento valgono così per abitazioni e luoghi di lavoro. Ma come conferma l’amministrazione comunale (che emette l’ordinanza) i controlli su abitazioni private non si possono fare perché si tratta, appunto, di luoghi privati.Un bel paradosso, e l’amministrazione lo sa. Infatti annuncia che «è molto probabile che questa prescrizione venga superata nella revisione del Pac, che è in atto. La maggiore causa di inquinamento dell'aria da Pm 10 è nella combustione di biomasse, quindi caminetti e fuochi all'aperto. Su questo fronte si dovranno mettere in campo azioni coordinate fra Comuni. Il problema dell'inquinamento dell'aria va affrontato in modo sovracomunale. Dobbiamo capire su cosa concentrare l'azione coordinata: è innegabile che la combustione delle biomasse è il tema centrale».
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