Italia
«Campetto sportivo, clausole inaccettabili»
BAGNI DI LUCCA. È da anni impegnata sul territorio e recentemente è stata premiata dalla Provincia di Lucca per l’attività di promozione sportiva che svolge: l’associazione in questione è la Real...
BAGNI DI LUCCA. È da anni impegnata sul territorio e recentemente è stata premiata dalla Provincia di Lucca per l’attività di promozione sportiva che svolge: l’associazione in questione è la Real Controneria con oltre 350 tesserati all’attivo. «Il nostro gruppo è nato circa 15 anni fa – spiega il presidente Alessandro Santalmasi –. All’inizio organizzavamo tornei paesani di carte poi ci siamo dedicati alle pizzate e ai tornei di calcio, reivestendo gli utili». Tante opere fatte, dai locali parrocchiali al forno a legna. Ma il tasto dolente è un altro: «La nostra associazione nacque con il principale intento di realizzare uno spazio gioco nel paese di San Gemignano che ora rischiamo di perdere».
A intimorire l’associazione le clausole di utilizzo del campo (di competenza comunale) considerate stringenti e difficili da accettare per un gruppo senza scopi di lucro: «L’area su cui ora sorge il campo polivalente nel 2002 era coperta da rovi. Ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo ripulito tutto: la zona è stata spianata, seminata e completamente recintata, illuminata per le serate di gioco e ricoperta, infine, con un manto di erba sintetica». Quali sono i punti che vi trovano in disaccordo?: «Innanzitutto l’atto ci impone di eseguire una serie di opere in 5 anni come il bocciodromo ed il parchetto giochi; interventi che avevamo pensato di eseguire appena avessimo avuto le possibilità, non possiamo però garantire quando». Stesso discorso per le bollette: «Il contratto ci chiede di allacciare il campo alle utenze di acqua e luce ma non possiamo permettercelo. Proibitive inoltre sono le condizioni di utilizzo al pubblico: chi vuole servirsene dovrebbe pagare una tariffa ma questo non è lo spirito con cui abbiamo riqualificato la zona. Non possiamo chiedere soldi ai bambini che vogliono giocare. Inoltre uno di noi dovrebbe essere sempre reperibile e responsabile nel caso in cui qualcuno chieda di utilizzare la struttura: ciò è impensabile».
Chiara Lammari
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