Ma Salt guadagna più di tutte le altre In “rosso” 40 big
Ecco quanto rimasto nelle casse dopo aver pagato i costi In difficoltà i cantieri, compreso quello di Fabio Perini
LUCCA. I fatturati non sono tutto: quello che alla fine conta di più sono i guadagni, vale a dire cosa rimane (se qualcosa rimane) una volta sottratti dai ricavi tutti i vari costi sostenuti): in termini tecnici, il margine operativo netto. E questa classifica, come già avvenuto due anni fa, vede in testa la Salt, la società del gruppo Gavio che gestisce l’autostrada Genova-Livorno e la Bretella Lucca-Viareggio. L’utile dell’azienda guidata dall’ex sindaco di Massarosa Fabrizio Larini è altissimo, sia in valore assoluto che in percentuale sul fatturato: ben 62 milioni nel 2012 anche se in calo rispetto ai 70 milioni del 2010. Un calo che si può spiegare con le contrazioni dei viaggi autostradali per la crisi, ma che comunque conferma le autostrade come aziende che possono contare su una liquidità molto alta rispetto ai costi di esercizio.
Anche il secondo e il terzo posto non sono occupati dalle stesse società della graduatoria dei fatturati. La medaglia d’argento va infatti alla Kedrion della famiglia Marcucci, che con i suoi 30 milioni rimane comunque ben lontana dalla Salt. Terza piazza del podio alla vera new entry nei dati della Camera di Commercio, con poco più di 16 milioni di euro di margine: la Peuterey di Altopascio. I successivi tre posti sono invece appannaggio di altrettante aziende del cartario: quarta è la Soffass, quinta la Sofidel (capofila del gruppo Lazzareschi, e quindi anche della Soffass) e sesta la Lucart. Al settimo posto la Rotork (specialista in macchinari per la gestione dei flussi), mentre all’ottavo si trova la versiliese General: nome che detto così significa poco o niente per il grande pubblico ma che “nasconde” in realtà l’azienda che gestisce la catena Ipersoap, ben conosciuta anche nella nostra città dove può contare su diversi punti vendita.
Ultimi due posti della top ten ancora riservati al mondo del cartario: si tratta della Toscana Ondulati e della A. Celli, che produce macchinari proprio per questo settore. Stesso discorso, scendendo più in basso, per la Fosber che registra un guadagno di oltre 5 milioni e 200.000 euro, che le garantisce il 17esimo posto. Di tutto rispetto anche i guadagni della Salov, di qualche “spicciolo” al di sotto dei 3 milioni e 800.000 euro di margine operativo. Ottimo risultato anche per la Tagetik, software house lucchese che sta macinando riconoscimenti e commesse da parte di grossi gruppi nazionali e internazionali: il margine è di oltre due milioni e mezzo di euro.
Man mano che si scende nella classifica il margine operativo si assottiglia: fra le grandi aziende con fatturato superiore ai 10 milioni di euro sono “solo” 135 quelle con un margine superiore allo zero (per la cronaca l’ultima in positivo è la Raffaelli, azienda che gestisce un supermercato a Forte dei Marmi).
Da lì in poi si entra nel terreno delle aziende con il segno meno. Ed è da notare che è proprio in questa “seconda colonna” che si piazzano quelle che primeggiano sul podio dei ricavi. Azimut-Benetti è 171ª con meno 7 milioni e mezzo, Snai 175ª con meno 11 milioni e Sca 168ª con meno 4 milioni e mezzo di euro.
In perdita ci sono anche praticamente tutti i cantieri nautici versiliesi che proprio nel 2012 (anno del rilevamento dei dati) si trovavano in mezzo alla crisi più drammatica della loro storia: fra questi anche Perini Navi, fondata e guidata dall’industriale capannorese Fabio Perini.
Non è un caso che registrino il segno meno anche molte aziende che poi sono andate incontro a forti crisi - se non peggio. È il caso della Cipriano Costruzioni, un meno 1.800.000 euro, della Metaform (allora già in liquidazione) con -6.030.627 euro o di Wepa (multinazionale tedesca dell carta) con quasi 10 milioni di perdite. Fra le altre aziende in negativo anche due nomi storici del trasporto pubblico, finite nel “tritacarne” della rivoluzione del settore: la F.lli Lazzi Srl con -858.793 euro e la Clap (già in liquidazione), che ha fatto segnare un “passivo” di meno 251.716 euro. (l.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
