Colucci lascia e raddoppia con un blog politico
L’ex presidente dell’Apt di Lucca si smarca dalla gestione di “Pio” e dà vita a un sito dove attacca destra e sinistra lucchese
LUCCA. Non sappiamo se di vite ne ha sette, come i gatti. Certo è che Francesco Colucci è personaggio che sa sempre sorprendere. Lo avevamo lasciato con le tante iniziative dell’Osteria Pio. Ora dà una sterzata e si allontana dalla gestione diretta del ristorante-bar-market, per ritornare a un amore mai sopito: la politica. Ma visto che siamo nel terzo millennio, lo fa con uno strumento su Internet.
Ma è bene partire dall’Osteria nel morianese, che Colucci, 72 anni, ex presidente dell’Apt e dell’Opera delle Mura ha rilevato giusto un paio d’anni fa. Ora, spiega in un comunicato, entrerà «un nuovo giovane socie, Davide Masi, che appartiene a una famiglia di operatori turistici che hanno altre strutture in varie città della Toscana, che porterà esperienza e nuovo entusiasmo, nuove strutture, nuovo personale». Colucci spiega che resterà socio, ma lascerà la gestione «perché l’Osteria, con il progressivo e continuo suo crescere è divenuta troppo faticosa per una persona sola e non più giovanissima». Colucci accompagnerà nei prossimi mesi il lavoro di Davide che - assicura - manterrà la linea della cucina tipica lucchese e garfagnina con i prodotti a chilometro zero. Intanto l’Osteria è chiusa per qualche giorno per fare i lavori di miglioramento, per riaprire venerdì prossimo a cena.
Detto questo, Colucci non ha intenzione di andare ai giardinetti. Piuttosto, armato di tastiera e computer, ha realizzato un blog, “L’informatore lucchese”, per parlare della politica cittadina. Che non gli piace per nulla, senza sconti da una parte e dall’altra: «Di fronte al nulla amministrativo e politico della giunta Tambellini, sta il nulla dell’opposizione di centrodestra. La conferma nelle ultime dichiarazioni di Pietro Fazzi, uno degli esponenti ormai più legati al passato che al futuro, che propone come soluzione per farlo risorgere di non andare a votare». Soluzione, questa, che Colucci respinge: «Per uscire da questo doppio coma e non farlo divenire irreversibile occorre cercare di riaprire un dibatti nelle coscienze e sulla città, che sia concreto e che possa riappassionare i lucchesi alla vita politica e alla gestione del proprio futuro, che solo attraverso la buona politica può avvenire». Progetto, quello del blog, pensato soprattutto per i giovani: «Non tocca certo più a me, vista la mia età, partecipare alla costruzione di una nuova speranza politica per Lucca, ma posso aiutare a scuotere le coscienze dei giovani perché si impegnino, siano attivi e non si racchiudano in loro stessi in un amorfo qualunquismo, tirino fuori gli attributi e diano battaglia per le proprie idee».
Intanto, la miccia alle polveri la accende lui, con un post al vetriolo contro la giunta sul bando di concessione delle casermette: «Scarse idee, ignavia profusa a pieni mani, moralismo da riciclo. Il Bando dovrebbe portare secondo loro a rendere tutti più uguali attraverso il pagamento di un canone il più alto possibile. Appunto comunismo d'accatto. Nessuna visione d'insieme, di prospettiva, sulla valorizzazione delle Mura, nessun progetto a lungo termine, nessuna idea, il solito cervello piatto: solo uguaglianza contributiva, come se attraverso le casermette e i baluardi si potesse risolvere i problemi economici del Comune e la disuguaglianza sociale del Paese». Colucci ricorda che, sotto la sua presidenza, l’Opera delle Mura si impegnò per aprire le casermette alle realtà del territorio, creando vari poli: il sociale, la musica, lo sport». Una direzione diversa da quella presa dalla giunta Tambellini. Che a Colucci, un “craxiano nostalgico”, non piace proprio per nulla. (l.c.)
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