Il presidio
In arrivo più telecamere nell’area di via Carrara
L’assessore Raspini preoccupato dalla recrudescenza di atti di teppismo: «Servono controlli e sorveglianza, ma anche collaborazione dei cittadini»
LUCCA. Più controlli e telecamere, sinergie tra tutte le forze di polizia, ma anche un coinvolgimento diretto dei cittadini chiamati ad avvisare le forze dell’ordine quando vedono commettere episodi di vandalismo. Francesco Raspini, assessore comunale a polizia municipale e sicurezza (e commissario capo della polizia di Stato in aspettativa) non sottovaluta i problemi esplosi negli ultimi giorni. Atti di teppismo, degrado crescente, intemperanze.
Assessore, quali sono le zone più a rischio del centro storico?
«Le aree che meritano un monitoraggio costante sono anzitutto quelle dell’ex tribunale di via Carrara e poi il quadrilatero di corso Garibaldi».
Cosa accade? Che tipo di lamentele arrivano in municipio?
«In via Carrara si radunano giovani tra i 16 e i 20 anni, italiani e non, che passano il tempo tra loro senza apparentemente commettere illegalità. Però a volte urlano, lasciano rifiuti per strada, eccedono nei comportamenti».
La risposta del Comune?
«Stiamo valutando i residui attivi dello scorso bilancio per implementare il sistema di videosorveglianza per verificare cosa accade intorno all’ex tribunale e alla sortita delle Mura. Il lancio dei grossi petardi contro l’ex palazzo di giustizia che ha causato un principio di incendio nel palazzo non è passato sotto silenzio».
Quanto tempo ci vorrà per avere nuove telecamere?
«Un mese circa».
Parlava di corso Garibaldi e strade limitrofe: cosa succede?
«In via della Caserma, via della Mano, via della Polveriera, corso Garibaldi registriamo episodi di vandalismo, abbandono di rifiuti, piccolo spaccio di droghe leggere. Abbiamo ricevuto proteste da parte dei residenti».
E la vostra risposta qual è?
«Gli agenti della polizia municipale fanno i controlli, come pure la polizia e i carabinieri. Non sono territori abbandonati da nessuno».
È sufficiente? Gli ultimi fatti di cronaca dicono di no.
«La recente recrudescenza di atti di teppismo, dai petardi contro l’ex tribunale ai danneggiamenti alle auto in sosta, mi preoccupano. Detto che è accaduto anche a Saltocchio e pure in altre zone della città, come via S. Nicolao, è ovvio che la risposta è una sola: da sola la polizia municipale non può risolvere i problemi».
Significa che...
«Chiederò al comitato provinciale sull’ordine e sicurezza pubblica si mettere al primo posto dell’agenda dei lavori le misure da prendere contro questi intollerabili episodi. È un’emergenza, come i furti nelle abitazioni».
Lei dice che occorre sinergia tra le forze dell’ordine.
«Anche, certamente. Più controlli, più telecamere, ma non solo. Pure una ferma consapevolezza da parte dei cittadini che occorre fare rete, segnalare cosa non va, avvertire subito 113 o 112. Non girarsi dall’altra parte, insomma. Pensare che gli spazi pubblici sono di tutti e vanno perciò tutelati. Ogni persona può aiutarci. Occorre senso civico, che i lucchesi hanno sempre avuto e che rispetto ad altre realtà ci ha aiutato a tenere lontano i fenomeni pericolosi. Ma non bisogna abbassare la guardia e superare il concetto che quel che accade agli altri non mi riguarda. Bisogna agire sulla falsariga del controllo di vicinato che abbiamo attuato ad Arsina: i residenti fanno squadra, si avvertono reciprocamente se fiutano pericoli, sono in stretto contatti con vigili, polizia e carabinieri».
Funziona la videosorveglianza installata pochi mesi fa dal Comune in via della Dogana dove c’erano stati gravi episodi di bullismo?
«Siamo soddisfatti. Non abbiamo più ricevuto lamentele».
Quanti sono gli agenti di polizia municipale a disposizione?
«Circa 75. Otto assunti con contratto a termine non sono più in servizio dal primo dell’anno, ma non appena approvato il bilancio e quindi a primavera faremo altre assunzioni sempre a tempo determinato».
Quanto personale ha ogni giorno sul campo il comando di piazzale San Donato?
Tra i 45 e 50 agenti suddivisi su tre turni, il che ci permette di avere tre-quattro pattuglie. Non sono tanti, ma lavorano tutti con il massimo impegno e grande serietà».
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