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Lucca

Senza casa né lavoro, in cerca di un vita

Senza casa né lavoro, in cerca di un vita

Oggi apre il dormitorio alla Pia Casa. Alla mensa in via del Fosso ogni giorno 90 persone a pranzo

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LUCCA. Novanta persone a mensa tutti i giorni. E il numero aumenta nei giorni di mercato, quando la città, per il movimento di gente che c’è, diventa più attraente per venditori e parcheggiatori improvvisati.

La mensa gestita dalle suore Figlie della Carità nella casa della carità in via del Fosso 170 è un punto di riferimento per la popolazione straniera che vive a Lucca o passa di qui. Perché è un aiuto costante, per tutti i 365 giorni dell’anno. Come il centro di ascolto del Gvai, il gruppo volontari assistenza immigrati che opera sempre nella sede in via del Fosso. «La metà della gente che viene a pranzo è italiana - spiega Diego Martini, volontario del Gvai -. È un’utenza in aumento, come le donne straniere che lavoravano come badanti e hanno perso il posto di lavoro perché l’anziano è morto. Tanti uomini fanno anche richiesta di un posto al dormitorio della casa della carità, che ha 16 posti. Tra i richiedenti anche molti lucchesi, uomini divorziati o sfrattati. Seguiamo anche un gruppo di 24 richiedenti asilo all’interno del progetto Mare Nostrum. La gente pensa che tra i nostri ospiti ci siano anche gli stranieri che da qualche tempo si incontrano in città e ai parcheggi. Non è così, loro non frequentano il nostro centro di ascolto, semmai la mensa».

Al centro invece vanno gli stranieri che vogliono informazioni sui permessi di soggiorno, o che chiedono contributi per pagare le spese per rinnovare il permesso. C’è chi chiede anche contributi per pagare le utenze; allo sportello si rivolgono anche le badanti disoccupate: il centro di ascolto infatti ha cercato anche di rimettere insieme una sorta di elenco di quelle che sono alla ricerca di un nuovo posto di lavoro.

Un dato, ad ogni modo è certo da quanto riporta Diego Martini: che il numero delle persone che chiede aiuto o che vive ai margini è in aumento. «Ci sono magrebini ma anche italiani - conferma il volontario - che dormono in vagoni ferroviari abbandonati, in case diroccate». Non a caso proprio da stasera con l’arrivo del freddo, informa Martini, alla Pia Casa in via Santa Chiara sarà disponibile un dormitorio con una ventina di posti letto, per iniziativa di Prociv, Comuni di Lucca e Capannori, Provincia, Caritas, Comunità di S.Egidio, Croce Rossa e Gvai. (b.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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