Il presidio
Cenone di fine anno, i ristoranti della Valle fanno il tutto esaurito
Prenotazioni favorite dallo stop all’aumento dei prezzi Menù per tutti i gusti tra i 50 e i 75 euro a persona
VALLE DEL SERCHIO. La crisi morde, ma per il cenone di San Silvestro bando ai lamenti. E così, tra quel po’ di tredicesima (sempre per chi la prende, è naturale) rimasta dopo il pagamento dei vari tributi comunali, la scelta dei ristoratori di puntare su qualità a prezzi accessibili per tutti, e scegliere pochi posti a sedere, di fatto il cenone di Capodanno fuori casa sembra essere tornato di moda. Se lo scorso anno c’erano tinte fosche e pessimismo, stavolta i ristoranti della Valle del Serchio, faranno registrare il tutto esaurito. Forse con meno coperti disponibili rispetto al passato, ma con menu di alto livello. Questo viaggio negli esercizi nostrani tocca quasi tutti i comuni della Valle, e la scelta degli interlocutori è stata dettata solo da casualità, e quindi eventuali esclusioni non sono state volute. Dicendola tutta, senza che nessuno si offenda, i ristoratori hanno capito che “accontentarsi” di un ricarico minore avrebbe comportato non solo incassi per la sera più lunga dell’anno, ma anche investire in fidelizzazione, prendendo fette di mercato interessanti. Ma la tendenza che emerge in molti locali, è quella di lasciare i soliti menu di ogni giorno, senza avventurarsi in pietanze dai nomi esotici e dal dubbio gusto e soprattutto consentendo alla clientela di spendere secondo disponibilità: «Abbiamo un menu alla carta, senza obbligo di spesa – affermano i due modenesi che gestiscono il ristorante Cappuccetto Rosso di Piano di Gioviano -, e come prenotazioni siamo messi abbastanza bene, anche se ci sono ancora posti liberi». Al Mulin della Volpe di Gello (Pescaglia) sono tempi di sorrisi: «Per 75 euro riserviamo un menu mare e terra – afferma il titolare – e bevande comprese, naturalmente con musica e ballo. Non occuperemo tutti i locali, ma per ora siamo pieni di invitati. Nelle prossime ore arriveremo al completo». A Fabbriche di Vallico, c’è il ristorante Da Sandra: «Tutto pieno, con molta gente da Livorno e l’entroterra pisano – ci dicono -, e molta gente del comune. I centoventi coperti sono andati esauriti in poco tempo, anche perché il menu è di mare e pesce al prezzo di soli 50 euro». A Fornoli, un locale storico è “La Ruota: «Il cenone costa 50 euro, e il menu è misto. Per ora abbiamo una trentina di persone della zona prenotate. Siamo soddisfatti, visto che abbiamo una capacità di circa cinquanta posti e viaggiamo alla media degli ultimi anni. Ma aspettiamo il 31 mattina per fare il pienone». Sul fondovalle coreglino, molto gettonato è La cantina delle pianacce, che ha puntato sul binomio mangiar bene e spendere poco: «Sono disponibili menu carne o pesce a 50 o 58 euro con musica dal vivo, e sinceramente siamo sugli ottanta coperti, grazie anche alla scelta di diversificare le pietanze. C’è in effetti una inversione di tendenza rispetto al passato». Uno dei posti più capienti della Mediavalle è Il Bugno a Fornaci: «Praticamente abbiamo occupato i duecento coperti disponibili – afferma raggiante uno dei proprietari -, confermando la tendenza di ogni anno. Per 70 euro c’è un menu tutto terra e l’orchestra, e vedere questo riscontro di gente da tutta la provincia che torna qui, è sicuramente segno che si lavora bene». Mario Simonini del ristorante Eliseo nella centralissima Via Cavour a Gallicano è soddisfatto: «Al momento ho solo quattro posti ancora disponibili per il cenone con tre primi e tre secondi , entrambi misti. Il costo è di 50 euro a persona. La crisi non si sente, anche perché abbiamo un numero limitato di posti». Per chi vuol mangiare tipico e ad alta quota in un ambiente familiare, è d’obbligo prenotare da Totto, su a Sassi di Molazzana: «Stavolta le prenotazioni vanno un po’ a rilento – sostiene Dino -, non siamo ancora sul pienone. Proponiamo vari antipasti, tortellini in brodo, ravioli con ricotta e pesce e maccheroni. Di secondo piatti tipici con arrosti e sformati oltre che vari dolci. Il prezzo è quello standard di 38 euro, e da mezzanotte musica nel locale bar fino a notte fonda». Ora che c’è la neve, al Casone di Profecchia cantano vittoria: «Abbiamo tutte le camere occupate – afferma il signor Regoli - , e quindi di fatto lavoriamo in primis coi nostri clienti dell’hotel, più altre richieste di esterni dalla Lucchesia e Garfagnana. Come ogni anno, manteniamo i prezzi invariati, e quindi menu di terra e mare con ballo e orchestra costa 90 euro a persona. La crisi a Capodanno non c’è, vediamo se nel resto del periodo si registra un’inversione di tendenza». Chi invece ha scelto di non uniformarsi è il ristorante trattoria Bonini sulla via di Monteperpoli: «Come sempre non faremo cenone ad hoc, ma menu alla carta come le altre sere. Si è scelto così perché è giusto dare la possibilità alla gente di mangiare secondo gusti e disponibilità, ma siamo pronti a festeggiare il nuovo anno fino a notte fonda. A Natale è andata molto bene, ma per la notte di Capodanno le prenotazioni per ora non decollano». Altro sito molto elegante e rinomato è Il Pozzo a Pieve Fosciana: «Per la notte di San Silvestro siamo quasi al completo, e offriamo menu misto mare e terra con delle pietanze al tartufo al prezzo di 60 euro bevande compreso. Abbiamo richieste dalla Garfagnana e da gente ospitata nelle strutture ricettive della zona, secondo tradizione». Spostandoci qualche chilometro più in là, sotto le Apuane, a Careggine c’è il ristorante Chiar di luna: «C’è il tutto esaurito con circa ottanta prenotazioni – racconta Roberto De Luca -, il nostro menu mare e terra è gettonato perché scegliamo prodotti ricercati, ma viste anche le condizioni atmosferiche è disponibile un pacchetto hotel e cenone a 60 euro, mentre chi vuole solo mangiare spende 40 euro». Nei dintorni, Nicola Autiero è il proprietario del Caronte a Camporgiano: «Si può cenare col menu misto al prezzo di 60 euro con fuochi d’artificio, musica e vini di pregio. Per ora siamo sulle quaranta persone, ma non vado oltre i cinquanta coperti perché comunque voglio che la gente sia in un locale a misura d’uomo». Infine, a Ponteccio di Giuncugnano un locale conosciuto è la Locanda Il Castagno: «Da noi solo menu a km zero alla carta, e mediamente si spende sui 30 euro a persona. Per la notte di San Silvestro per ora è tutto calmo, ma di solito nelle ultime ore decollano le richieste».
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